Il Tirreno

Empoli

Migliaia di attività nel caos per l’abolizione dei voucher

di Giacomo Bertelli
Migliaia di attività nel caos per l’abolizione dei voucher

L’allarme di Confesercenti: «Penalizzati proprio a ridosso della stagione turistica Così si incentivano lavoro nero ed evasione fiscale, serve subito un’alternativa»

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CERTALDO. Un grido di allarme che arriva dalla Confesercenti Empolese Valdelsa. Con l'abolizione dei voucher da parte del Governo, ora sono a rischio migliaia di posti di lavoro nelle attività del territorio e con l'arrivo della stagione turistica il clima si fa pesante. Servono misure alternative subito per contrastare il ritorno del 'nero' e dell'evasione fiscale che potrebbe spingere molti imprenditori a cercare strade che con la legalità non hanno niente a che fare.

I numeri di Confesercenti sono preoccupanti: con questa abrogazione a rischio le prestazioni di lavoro in una impresa su due. E' stato questo l'oggetto di un incontro dove hanno preso parte Lapo Cantini, coordinatore Confesercenti Empolese Valdelsa, Franco Brogi, presidente provinciale Fiepet, Giacomo Checcucci, presidente Confesercenti Certaldo assieme a titolari di attività che sono direttamente coinvolti in questa delicata situazione. Ristorazione, pubblici esercizi, catering per i matrimoni, la vendemmia, badanti, feste paesane e sagre, questo il lungo elenco delle attività coinvolte nell'utilizzo dei voucher che adesso si ritrovano improvvisamente senza uno strumento che di fatto taglia le gambe, proprio a ridosso di uno dei periodi più strategici dell'anno.

«Il catering varia a seconda del numero degli invitati al matrimonio, si rischia di creare una grande confusione per un settore che sta avendo in Toscana una grande crescita e nel caso specifico di Certaldo lo vede come il secondo comune della provincia di Firenze come meta per i matrimoni esteri. La situazione è preoccupante» spiega Checcucci.

Il rischio concreto è che adesso, per sopperire a un provvedimento di tale portata, possa tornare a salire il lavoro nero. «Gli imprenditori - aggiunge Brogi - non sanno come sopperire a questa decisione e adesso siamo di fronte a un bivio. Penso ai tanti studenti che approfittavano di questo strumento per pagarci una rata dell'auto oppure l'università. Il lavoro è cambiato come ha detto in questi giorni il segretario della Fiom, Landini, anche nel nostro settore. Pensate ad improvvise prenotazioni in un ristorante che necessitano di cameriere: come possiamo muoverci adesso?». Un provvedimento che tra l'altro il governo aveva esteso anche a tutte le altre categorie: «Sicuramente il settore dell'abbigliamento è quello che sentirà minoramene gli effetti dell'abolizione dei voucher ma adesso si creano difficoltà per migliaia di persone, senza dimenticare che in molti hanno già presentato domanda di rimborso perché sono validi quelli acquistati fino al 16 marzo» spiega Cantini.

Con il voucher inoltre i risparmi si facevano sentire anche per la parte contrattuale e i rapporti con il commercialista di fiducia: «Adesso ci aspettiamo un tavolo di discussione dove si possa trovare una alternativa in tempi rapidi. Serve una soluzione rapida, dobbiamo dare risposte ai nostri imprenditori che continuano a telefonare, in quanto adesso costretti a confrontarsi con un vuoto normativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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