Gioco
Il ritorno dell’articolo 18 trattativa alla Sammontana
Nell’incontro con il segretario Landini, la Rsu ha spiegato come si può reintrodurre le tutele cancellate dal Jobs Act. Obiettivo già raggiunto alla Ducati e alla Lamborghini
CASTELFIORENTINO. Reintrodurre le tutele dell'articolo 18, cancellate dal Jobs Act, attraverso la contrattazione aziendale. L'idea è stata lanciata dalla Rsu della Sammontana, che in queste settimane è alle prese con il rinnovo del contratto integrativo. Se ne è parlato nel corso dell'incontro di ieri mattina con il segretario Fiom Maurizio Landini a Castelfiorentino. Nella piattaforma presentata dalla rappresentanza sindacale Sammontana, infatti, è stato inserito anche il capitolo dei licenziamenti senza giusta causa. «Dal marzo 2015, quando il Jobs Act entrò in vigore - spiega Andrea Rufini della Rsu - l'azienda ha assunto una ventina di lavoratori, che di fatto si ritrovano con minori diritti rispetto ai loro colleghi assunti prima di loro (500 i dipendenti fissi, oltre agli stagionali, ndr). È una situazione di discriminazione all'interno del corpo dei lavoratori. E stiamo cercando di porre rimedio».
L'esempio potrebbe essere quello di altri accordi aziendali sottoscritti in stabilimenti come quelli della Lamborghini e della Ducati. Qui, infatti, non è stato ripristinato completamente l'articolo 18, ma concordato il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali nel caso di demansionamenti o di licenziamenti in modo da garantire al lavoratore tutele maggiori. «Ovviamente questa è una delle diverse richieste che abbiamo inserito nella piattaforma - prosegue Rufini - il nostro obiettivo è quello di migliorare la condizione dei lavoratori. Il confronto con l'azienda è appena cominciato e quindi ci sarà tempo per trattare». Quella della Sammontana non è l'unica istanza emersa durante l'incontro di ieri mattina a Castelfioretino, a cui hanno partecipato più di 250 persone tra cui anche alcuni studenti del Ferraris e dell'Enriques. Calda l'accoglienza per Landini, che è stato introdotto da Paola Galgani, segretaria fiorentina della Cgil, di fronte a tutti i rappresentati sindacali dell'Empolese Valdelsa. «La crisi da più di 10 anni morde l'Empolese Valdelsa - ha esordito Galgani - penso alla chiusura della Shelbox e a realtà come la Falegnami che sono in lotta per far valere i diritti».
La perdita di stabilimenti che generavano grande indotto preoccupa molto i sindacati. A Castelfiorentino delle grandi aziende è rimasta la Falegnami che lotta per continuare a rappresentare una eccellenza del territorio. Viene dibattuto ancora il tema dei voucher. «E' stato utilizzato come strumento non per ridurre il lavoro in nero ma per non dare un contratto di lavoro a chi lo meritava -prosegue Galgani - quando questi diritti e strumenti diminuiscono si è di fronte a una diga che si apre. La dignità parte dal lavoro e dal relativo reddito».
Da Poggibonsi il delegato senegalese per la Fonderia Sanmartino, Thomas Laingleble, ringrazia il sindacato. «Noi immigrati finalmente abbiamo smesso di pagare le tasse sul permesso di soggiorno, sono state cancellate grazie all'apporto della Cgil. Da 10 anni vivo in Italia, i miei figli sono nati in questa terra, adesso è il momento di tornare a correre con le nostre idee per avere uguali diritti».
Spazio poi alla Rsu di Alia, ex Publiambiente, con Piero Bartalini. «Negli anni scorsi alcuni deputati di partiti di maggioranza ci illustrarono i benefici del Jobs Act. Niente di più falso. Nella nostra realtà ci sono oltre 400 contratti interinali valevoli anche solo per un giorno, lavoratori che vivono una situazione di grande tensione».
Un appello arriva da Walter Marini della Sicep di Certaldo. «La Costituzione non si tocca e la Cgil va premiata per l'attenzione che sta ancora una volta riponendo sull'articolo 1». I pensionati hanno preso parola con Nilo Marini. «Noi siamo preoccupati per il futuro dei nostri nipoti, dopo 20 anni di Berlusconi pensavamo a qualcosa di meglio, invece ho il presentimento che dovremo ancora sognare. Abbiamo ancora la forza di scendere in piazza e aiutare con le nostre pensioni le generazioni più giovani che però adesso devono essere forti nel far sentire la loro voce». Una richiesta di maggiore partecipazione che arriva anche dalla Zignago Vetro con Riccardo Chiavacci. «In una realtà di 210 dipendenti con 3 turni di lavoro abbiamo presentato una domanda per un contratto integrativo che interessa ciascuno di noi. Il documento è passato ma solo in 62 si sono presentati in assemblea. Questa è una sconfitta per tutti, senza dimenticare che le questioni dibattute riguardavano lo stipendio e il reddito dei dipendenti». Sul palco, poi, è stata la volta degli studenti, che hanno testimoniato come il loro futuro sia sempre più precario e difficile. Dura la chiusura di Landini. «Occorre rimettere al centro il lavoro, assieme alle pensioni, al fisco e alla scuola. In tutti i vostri interventi ho notato la voglia di partecipare e discutere, la stessa che dovrebbe consentire al nostro sindacato di sedersi a un tavolo con il governo, le parti sociali e tutti i soggetti interessati. Manca la mediazione e la voglia, derivata poi dal fatto che la maggioranza presente in parlamento non è quella reale espressa dal paese. Questa è una riduzione della democrazia. Se saranno approvati i decreti del governo sui referendum la nostra corsa non si fermerà, a maggio andremo tutti insieme a Roma, pronti per rilanciare e fermare un mercato che vive adesso senza vincoli e senza regole».
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