Sicurezza
Via Carrucci trasformata in Chinatown
Boom delle attività gestite da orientali Negli ultimi sei anni sono triplicate
EMPOLI. Scordatevi le posate, qui si mangia solo con le bacchette. E le acconciature più in voga sono quelle che sfoggiano i giovani di Hangzhou e Pechino. Sulle insegne trovate scritte in doppia lingua, una delle quali sicuramente è il cinese. Detta così sembra di essere finiti in un centro commerciale di Shangai o in un quartiere alla moda di Nanchino. E invece no, siamo ad Empoli a due passi dal centro storico. Si, per la precisione in via Carrucci a due passi da piazza della Vittoria. Qui c'erano una volta le botteghe storiche dei commercianti empolesi oggi, invece questa strada e il quartiere circostante parlano cinese. Lo senti dagli odori, lo vedi dai cartelli e dalle insegne. Qui è nata una piccola Chinatown, con negozi di ogni tipo. Una trasformazione iniziata qualche anno fa e che negli ultimi mesi ha fatto registrare un vero e proprio boom. Non solo in questa zona ma un po' in tutta Empoli. Le attività commerciali cinesi in 6 anni sono triplicate in città.
I fondi sono tornati ad avere vita grazie alle aperture di cittadini orientali. Il nuovo commercio ha gli occhi a mandorla. La Cina è sempre più vicina. L'ultimo esercizio ad aprire, in ordine di tempo, in via Carrucci è stata la ravioleria Dong. Qui si mangiano ravioli al vapore cinese di ogni tipo, uno spuntino veloce che ha conquistato molti empolesi . Un'attività che va ad aggiungersi al bar-sala slot Lucky, al negozio di elettronica al parrucchiere "Elegante" e ad un altro paio di negozi di abbigliamento ed empori, con oggetti di ogni tipo. In via fratelli Rosselli, pochi metri più avanti, c'è un altro bazar cinese e alla fine di via Carrucci ecco un centro massaggi orientale. Uno spaccato d'oriente che comprende negozianti cinesi storici, ma anche ragazzi giovani, cinesi di seconda generazione che parlano più toscano degli empolesi.
Il fenomeno si tocca con mano in questo angolo a due passi dal centro, ma riguarda tutta Empoli. Le attività cinesi in città sono sempre di più e attraversano i più disparati settori. Il colpo d'occhio viene confermato anche dai numeri e in particolare dall' elaborazione realizzata dall' ufficio statistica della Camera di Commercio di Firenze sui dati Registro imprese. Se nel 2011 le attività commerciali, compresi i ristoranti, gestite o con almeno un socio cinese, presenti nel comune di Empoli erano poco più di 40, oggi sono quasi triplicate. I dati, che si riferiscono alla fine del 2016 ci dicono che sono diventate oltre 100. Che assumono personale anche italiano. Di queste 59 fanno parte del settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio si tratta di veri e propri empori dove si vende di tutto. Dall'abbigliamento, alle scarpe, dall'elettronica ai casalinghi. E poi ci sono sartorie e negozi di alimentari. Prezzi decisamente bassi, materiale non di qualità, ma nemmeno da buttare ed ecco spiegato il segreto del successo. Sono 19 invece le attività di alloggio o ristorazione, In particolare parliamo di ristoranti. Il resto delle attività, per la precisione 23, fanno parte del campo dei servizi immobiliari, dell' informazione ma anche di quello dei noleggi e delle agenzie di viaggio. Ma questa è solo una piccola parentesi. Perché se a queste si aggiungono le ben 291 attività manifatturiere e le 6 che fanno parte del settore costruzioni si arriva alla significativa cifra di ben 400 attività cinesi nel solo comune di Empoli. Prezzi bassissimi, materiale non più scadente come un tempo e il gioco è fatto. Ecco che i negozi cinesi si garantiscono un buon numero di incassi, perché oltre ai connazionali sono tanti gli italiani che non disdegnano un taglio di capelli low cost o una cena orientale. L'affare però lo fanno soprattutto i proprietari dei fondi. «Se hanno una buona base economica i cinesi sono gli unici a potersi permettere certi affitti - spiegano dall'agenzia immobiliare Emporium - soprattutto in certe zone vicine al centro. E poi spesso pagano regolarmente e in contanti».
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