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Empoli

Pronti a sparare: la rabbia del paese assediato dai ladri - Video

di Ilenia Reali
Pronti a sparare: la rabbia del paese assediato dai ladri - Video

A Torre ogni due giorni viene svaligiata una casa. Tra i residenti c'è voglia di farsi giustizia da soli. Già nel 2008, proprio a Fucecchio, un imprenditore sparò a un ladro e lo uccise

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TORRE (Fucecchio). «Se prendo i ladri in casa mia sparo. Sicuro. Poi se ne parlerà con l’avvocato». Wilde Pellegrini abita in una villetta lungo via Ramoni. A Torre, un poggio con una manciata di case singole, la rabbia ha raggiunto livelli altissimi. Qui si sta registrando un furto ogni due giorni. Siamo a due passi da Fucecchio ma potremmo essere ovunque. Anche se qui è già successo: era il 2008 quando un imprenditore sparò a un ladro uccidendolo.

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A TORRE COME ALTROVE

Il paesaggio toscano, puntellato di campi, boschetti e casette col giardino potrebbe essere una cartolina della campagna di Carrara come di quella di Pistoia. Le mani nodose di chi è abituato a maneggiare fucili da caccia o pale per lavorare la terra qui ora tremano. Come le frasi che si spezzano quando le parole rimandano alle persone care della famiglia che potrebbero venire interrotte nelle loro attività quotidiane dai ladri che – ormai da tre mesi – mettono a ferro e fuoco il paese. Due strade che salgono e scendono popolate da 800 abitanti o giù di lì.
La trama assomiglia a quella di Tom e Jerry con i ladri che scappano dai carabinieri riapparendo qualche metro più in là, lasciandosi alle spalle una porta sfondata, una finestra divelta e i cassetti buttati sul pavimento. Ma non è un cartone animato. E nessuno assiste divertito.

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LODI NON È COSÌ LONTANA

Lodi è lontana ma è, in queste settimane, particolarmente vicina. Il tabaccaio che ha sparato a un ladro sorpreso mentre rubava sigarette nel suo locale durante la notte potrebbe essere tranquillamente uno di qui. In pochi lo condannano. Chi più riflette, come Claudio Bachi, si limita a dire «che no, meglio non avere le armi e lasciar fare perché l’esasperazione è troppa».

C’È UN PRECEDENTE, NEL 2008

Sarebbe una seconda volta, tra l’altro, nel territorio di Fucecchio. Era il 26 maggio del 2008. Il padrone di casa, imprenditore di Santa Croce, sparò a un trentunenne albanese che trovò a mezzo metro dal suo letto. Sparò sei colpi di pistola. Nel 2014 la Cassazione confermò l’appello: assoluzione per legittima difesa.

FURTI QUASI QUOTIDIANI

Un bollettino quasi quotidiano quello di Torre. Cifre ufficiose parlano di un aumento del 40%. Un dato che non si discosta molto da quelli toscani ma che qui impressiona perché ogni furto ha il nome e il cognome di un vicino di casa che si conosce. Gli ultimi dati Istat disponibili parlano di 19.317 furti in casa nel 2015 contro i 12.729 del 2010, con un’impennata che poi è rimasta costante.

80 ANNI E DUE VOLTE VITTIMA

Generoso Imbimbo, ottant’anni, si gode il sole su una panchina davanti alla colonica dove abita con la moglie affacciata alla finestra. Sul fuoco si intravede bollire la pentola. Sembra tutto sereno e i ladri che all’ora di cena si intrufolano passando dal retro e facendosi scudo col calare della luce sembrano un film che si gira altrove. Invece in questa casa i ladri sono arrivati due volte. La prima volta hanno trovato la moglie in casa, l’hanno chiusa in cucina e hanno saccheggiato il piano superiore; la seconda volta hanno rubato gli attrezzi con cui Generoso, Gennaro per i compaesani, lavora la terra. «Due motoseghe, il trapano, la pala», stila l’elenco della disperazione. Poi dice: «Avevo preso a uscire tutte le notti per fare il giro della casa, poi un maresciallo, amico mio, mi ha detto: “Ti volti da una parte e ti aggrediscono dall’altra. Sei vecchio, rimani a letto”. Io non mi alzo più, ma se tornano e li trovo o rimango in piedi io o loro».

CLAUDIA: «NON HO PIÙ NIENTE»

Avanti un altro. Cinquanta metri, una nuova casa. Una nuova storia di furti. Claudia Tinacci sabato scorso è andata da un’amica a cena a San Miniato. Con sé ha portato il rottweiler e a casa ha lasciato gli altri tre cani, compreso un bovaro del bernese, 66 chili, una stazza da far paura ma con lo sguardo buono.
Buono anche con i ladri evidentemente perché sono riusciti a entrare indisturbati arrampicandosi lungo un terrazzamento fino al giardino della casa a schiera sfondando la persiana di metallo. «Mi hanno rubato tutto. Non ho più nulla. Tutti i ricordi di famiglia: oggetti piccoli ma alla fine saranno 10mila euro di oro. A cui si sommano i danni». Terminato il “lavoro” nella casa di Claudia sono passati a far razzia nella casa del vicino.
Il bovaro fa pensare a qualcuno che prepara i colpi a tavolino. «Se a lui fai due coccole una volta, poi ti lascia fare ciò che vuoi», racconta la signora Claudia lasciando intendere che i ladri potevano essere già passati dalla zona.

IL SOSPETTO DEL BASISTA

L’idea di un basista, qualcuno del paese che studia i colpi, è una delle ipotesi che gira in paese. I furti avvengono sempre prima di cena, nella maggior parte dei casi approfittando di assenze dei proprietari di non più di due ore. La maggior parte concentrati nel week end. Un’alternativa è invece quella di una banda di giovani che vivono di espedienti e che qui ha scoperto l’America grazie a una situazione geografica che consente di tenere d’occhio gli abitanti senza essere visti, magari nascosti dietro alberi e cespugli che crescono tra una casa e l’altra.

LO SPACCIO A DUE METRI

«Gira voce che qui si spacci cocaina ben tagliata», racconta Simona Bartolomei titolare di un alimentari. «Io mi rendo conto che passano auto di sconosciuti che si fermano, si scambiano cose e se ne vanno. Potrebbero aver attirato qui uno strano giro. Anche i carabinieri passano ma come fanno? Se sono da un lato del paese, rubano dall’altro».

I coniugi Pellegrini sono arrabbiatissimi. «Non si può chiudere gli occhi davanti ai reati», commenta Debora Pellegrini. «Poi – aggiunge – la situazione è ovvio che degeneri. Quello non lo fermo tanto tra due giorni è di nuovo fuori... Questo è uno Stato che consente di fare tutto».
Ed ecco che Wilde parla dei fucili. «L’ho detto anche al sindaco. Fai qualcosa perché qui ci riscappa il morto».

PREFETTO E PETIZIONE

Il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli ha raccolto personalmente le firme dei residenti per presentarle al prefetto di Firenze. Lancia l’allarme ma intanto i furti no n si sono fermati. «Se vengo a casa sua, mi siedo a tavola, mangio bene e me ne vado. Poi torno il giorno dopo e il giorno dopo ancora e lei non mi dice niente cosa faccio? Continuo a venire»: così la racconta Piero Prosperi. Insomma i ladri in Italia, per lui, vengono trattati alla stregua di un ospite. «Ho una nipote di cinque anni in casa. Non voglio pensare a cosa potrebbe accadere se i ladri entrano e c’è anche lei», interviene Rosita Catastini che proprio ieri notte ha costretto il marito ad alzarsi per andare a controllare. In casa di Caterina Cioni hanno addormentato i due cani per entrare e rubare. Sono passati dalla finestra che si affaccia sulla strada principale. Dei furti di Torre se ne parla ovunque. Anche nelle armerie di Fucecchio. Sono tre i negozi in cui si vendono munizioni. «Qui in molti vanno a caccia e quasi tutti hanno armi in casa», conferma Alessandro Baragazzi del negozio di caccia e pesca Martin Pescatore. Poi chiosa: «Sì, si lamentano anche qui. Ma penso sia così, per dire. Almeno spero».

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