Il dolore
Spaccio non stop e siringhe in terra benvenuti in centro
A pochi mesi dai controlli straordinari torna a spadroneggiare il traffico di droga
di Lucia Aterini
EMPOLI
Primo pomeriggio di sabato in una cittadina di quarantamila abitanti. Il centro inizia a riempirsi; vetrine da vedere, acquisti da fare con passaggio obbligato dal “giro”. Ma nell’ultima giornata prefestiva di marzo non c’è solo questa parte ammiccante. C’è un altro lato della medaglia che duole troppo vedere perché forse è impossibile da cancellare: a pochi mesi dai controlli straordinari disposti da polizia e carabinieri contro il traffico di droga, spacciatori e tossicodipendenti hanno riconquistato i loro spazi. Che purtroppo diventano sempre più ampi e visibili, come se il lavoro di controllo ad hoc , portato avanti per settimane, non fosse servito a nulla. Dissolto dalla forza di spacciatori e trafficanti, veri padroni del centro.
Alla stazione gli scambi di droga avvengono senza alcun ritegno con i clienti sulle panchine di viale Buozzi in attesa e gli spacciatori che arrivano da Firenze o Pisa col treno. Nello stesso tempo, poco lontano, in centro ci sono altri gruppetti di tossici (storici e non) che attendono la telefonata per presentarsi all’appuntamento in zona stazione.
Primo scenario: sono le 15,30, tra la stazione e l’inizio di viale Buozzi arriva un ragazzo con lo zainetto, si avvicina a un gruppo di coetanei a sedere e cede un sacchettino a tre di loro. Quest’ultimi si alzano velocemente, si dirigono verso i binari. Fatte velocemente le scale di ferro, vanno verso un fabbricato delle Ferrovie in disuso. E si incamminano lungo i binari in direzione Pisa. Si accovacciano dietro un canneto e si “fanno”. Poco lontano ci sono altri tre, nella panchina accanto, a fare da pali nel caso ci siano presenze sgradite. Nel frattempo arriva un treno, tra i passeggeri c’è un ragazzo che, una volta sceso, si incammina lungo la linea ferroviaria verso Pisa. Poi anche lui devia verso lo stesso canneto. Rimane alcuni secondi dando le spalle ai binari, si toglie qualcosa dalle tasche. Poi riesce e si incammina nella direzione da cui era venuto. Nel gruppetto di prima ci sono anche due poco più che adolescenti vestiti con giubbotti di marca. Per un tratto seguono quello che aveva portato la droga. Poi si incamminano verso il centro, direzione piazza Guido Guerra.
Altro scenario in piazza del Popolo: al1e 15,40 sette tossicodipendenti più o meno giovani stanno parlando. Tra loro anche una coppia con un bambino. A una ragazza squilla il telefono: lei e un altro coetaneo partono in direzione della stazione. Gli altri rimangono in attesa. Poco dopo toccherà anche a loro ricevere la chiamata. Questi gli spezzoni di minuti in questo piccolo centro di provincia destinati a replicarsi chissà quante volte al giorno.
E, in caso, non si volesse o potesse vedere questi scambi continui alla luce del giorno, a testimoniare la vastità del fenomeno, restano decine e decine di siringhe disseminate nei parchi e nei posteggi del centro. Con altrettanti involucri di plastica, per la cocaina, o pellicola trasparente per l’eroina con cucchiaini annessi. Basta andare nel parco Mariambini, accanto ai giardini con i giochi dei bambini (dove c’è anche un gabinetto a cielo aperto). Oppure nel parcheggio in via Arnolfo da Cambio, accanto alla scuola da Vinci.
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