Il Tirreno

Empoli


Un appello per salvare Sporky, l’amico-cinghiale

di Marco Sabia
Un appello per salvare Sporky, l’amico-cinghiale

Vive nel Padule di Fucecchio, a stretto contatto con gli uomini. E in particolare per Katy che ora si batte per lui: «Mi segue e si mette in posa per le foto, vorrei adottarlo»

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FUCECCHIO. Ha creato un rapporto "speciale" con un piccolo cinghiale ribattezzato Sporky e ora vuole trovare il modo di adottarlo. O comunque di salvarlo da un probabile abbattimento. Katy Vensi, 36enne che vive in via Stornaia a Fucecchio, da alcuni mesi sta "facendo amicizia" con un ungulato che staziona nella sua zona, a due passi dal Padule. Tanto che - quando la donna va a camminare - il cinghiale la segue e si fa accarezzare. Un po' come un cane, con le dovute proporzioni. Un rapporto cresciuto lungo i mesi, da una prima diffidenza alla fiducia che c'è adesso. Ora la donna vuole capire se può adottarlo: «Sono mesi che - racconta - pian piano mi sto avvicinando a questo animale. Si è quasi addomesticato e penso che - siccome si è creato un rapporto di amicizia - sia giusto salvarlo. Mi viene dietro quando esco dal cancello, è disponibile a farsi accarezzare, per certi versi fa quello che fa un cane. Devo anche capire se l'animale sia di qualcuno, oppure se si possa acquistare, perché sono disposta a farlo. So che questi animali generalmente fanno danni ma punirli per un loro istinto non mi pare giusto. E poi questo è diverso, va anche d'accordo col mio cane, si mette in posa per le foto. Ho letto che a Pisa un ragazzo è riuscito ad ottenerne l'affidamento; io vorrei fare lo stesso ma non so come, per questo chiedo aiuto, perché a Sporky voglio bene. Se riesco ad averlo in adozione, voglio che questo animale muoia di vecchiaia, non cucinato in qualche padella».

VIDEO Antonella e un cinghiale come amico

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C'è da dire che non è possibile prelevare fauna selvatica, così come dargli da mangiare (anche se succede spessissimo): questi animali selvatici sono beni indisponibili dello Stato e per tenerli in casa serve una deroga. Oltretutto chi trova fauna selvatica in difficoltà deve avvisare subito la Città Metropolitana o il Comune competente, oppure i carabinieri forestali. Gli esemplari verranno poi portati nei centri di recupero specializzati. Ma è anche vero che - come nel caso di Pisa - qualcuno è riuscito ad ottenere in affidamento "l’amico ungulato", per "l'imprinting spiccatamente umano" dimostrato dal cinghiale, tale da ritenere inopportuno il suo reinserimento in natura. Si tratta di deroghe molto difficili da ottenere, perché di episodi simili a quello di Pisa non ce ne sono molti nella cronaca più o meno recente. Che poi il cinghiale paga lo scotto dei danni che arreca al comparto agricolo, tanto da aver "costretto" la Regione a varare una legge che punta forte sugli abbattimenti straordinari per contenerne il numero. Nonostante questo Katy Vensi vuole salvare questo cinghiale "speciale", che pesa già una trentina di chili (e che è destinato a crescere ancora), facendolo scorrazzare nel giardino insieme al suo cane, oppure portandolo "a passeggio" in Padule. La strada è tortuosa, però la voglia c'è.

VIDEO Il cinghiale gioca a calcio

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