Sicurezza
Rivolta contro le domeniche No a quattro aperture al mese
Salta l’incontro con associazioni e Unicoop, parte l’agitazione dei negozi: «Vogliamo rimanere chiusi almeno due volte nell’arco dei trenta giorni»
EMPOLI. Unicoop e domeniche lavorative: è polemica sulle aperture domenicali. Una questione che sta innescando perplessità e malcontento malgrado la legge non vieti il loro utilizzo continuativo. Attualmente la situazione è in stallo: inaugurate nel mese di novembre, le domeniche aperte al centro Coop di Empoli saranno oggetto di discussione a breve. Per il momento, infatti, i vertici non hanno ancora sentenziato se continuare o meno. Fatto sta che il malcontento continua a serpeggiare tra gli esercenti del polo commerciale che, tra spese in più e meno tempo da spendere con le famiglie, non sembrano gradire la nuova rotta intrapresa. Ad oggi l'impressione è che il prolungamento delle aperture domenicali sia una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere. E se da un lato Unicoop e il centro Coop tranquillizzato i vari esercenti, i commercianti appaiono irrequieti e desiderosi risolvere la questione una volta per tutte. A questo di somma il rinvio dell’incontro (al quale avrebbero dovuto partecipare le istituzioni, le associazioni di categoria e ovviamente Unicoop) che avrebbe dovuto concordare, o quanto meno provare a farlo, i vari orari di apertura. Questo per tutelare anche i lavoratori delle attività commerciali disseminate nel centro storico. «Siamo in attesa di una nuova convocazione e bisogna arrivare a un patto da gentiluomini - ha spiegato Sergio Luschi di Cgil - un patto dove si tengano in considerazione sia i lavoratori che la grande distribuzione ma anche le attività locali». Della stessa opinione anche Confcommercio. «La liberalizzazione consente di decidere liberamente gli orari di apertura e chiusura - spiega Franco Marinoni, direttore Confcommercio Toscana - è un fatto contro cui nulla possiamo a livello locale. Ma è chiaro che ha innescato un sistema di concorrenza in cui le piccole imprese rischiano di soccombere». Di fronte alle aperture domenicali del centro Coop, la paura è quella di veder perire le piccole e medie attività del centro storico. Il giro, però, sembra tenere l'urto e le aperture non spaventano. «Oltre al centro commerciale il problema è anche il commercio online - sostiene Lapo Cantini di Confesercenti - ma sono convinto che queste cose facciano meno paura oggi che di anni fa perché il centro storico è strutturato con gli eventi. Certo sottoscrivere una programmazione collettiva potrebbe essere un bel segnale». Fatto sta che i lavoratori del centro Coop stanno adesso vivendo una situazione di forte instabilità. E il mancato confronto tra le varie parti per la gestione degli orari ha scatenato un'inevitabile onda d'urto di frustrazione. Urge una soluzione rapida e condivisa per consentire a tutti di svolgere serenamente il proprio lavoro. «Il nostro programma di aperture domenicali dura fino ad aprile, poi non sappiamo cosa succederà - ha commentato Daniela Martini de La Rinascita - noi abbiamo dovuto prendere altri due addetti ma per chi non lo può fare è un problema. Così si rischia di mettere in ginocchio le piccole attività». «Stando all'interno del centro commerciale chiaramente dobbiamo attenerci alle regole ma con le due aperture domenicali al mese la situazione era migliore - racconta Camilla Cerbioni di Maxi Trendy - tra i costi e le vendite non si guadagna molto a stare sempre aperti». «Lavoriamo all'interno di un centro e una città abbastanza piccoli, quindi le persone che vengono sono sempre le stesse - conferma Elisa Baccanelli di C'Art - non è sempre facile lavorare sette giorni consecutivi. Credo sarebbe meglio tornare alle due aperture classiche». «Ci deve essere un regolamento gentiluomo territoriale - conferma Cinzia Favaro di Geox - la formula delle due domeniche mensili era rodata e funzionava. Sarebbe meglio tornare in quella direzione». Unicoop fa sapere che la questione resterà invariata durante questa fase di concertazione, finché una decisione non sarà presa ma il direttore del Consorzio Centro Empoli si dimostra fiducioso: «Ad aprile arriveremo a dare una risposta. Non è semplice per una cooperativa prendere una decisione perché si devono tenere in considerazione tanti elementi - spiega il direttore Roberto Arzilli - si devono considerare i pareri della cooperativa, dei negozi e quant'altro. Entro aprile arriverà la decisione».
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