Attenzione
Traffico di cocaina, quattro fermati
Tra questi, un fucecchiese. La droga arrivava dal Sudamerica passando dal porto di Livorno
FUCECCHIO. Altri quattro arresti in Toscana per il traffico di cocaina che dal Sudamerica arrivava in Italia passando dal porto di Livorno. Dopo i dieci arresti del 20 marzo scorso fatti dalla guardia di finanza di Pisa e dai carabinieri di Livorno, che avevano sgominato parte di un'organizzazione criminale al soldo della 'Ndrangheta in Toscana, le manette sono arrivate per altri personaggi residenti nella regione, impegnati nello stoccaggio e nella distribuzione dello stupefacente. L'inchiesta, legata a doppio filo a quella della Dda fiorentina che ha portato agli arresti dei giorni scorsi, è della Dda di Reggio Calabria.
Ieri mattina la guardia di finanza di Catanzaro ha eseguito 18 fermi di indiziato di delitto, azzerando in modo definitivo il gruppo criminale. In Toscana le fiamme gialle hanno fermato quattro indagati, considerati tutti uomini al soldo della criminalità organizzata. Manovalanza agli ordini di personaggi legati alle cosche 'ndranghetiste. Si tratta di un uomo di origini albanesi residente a Massa e Cozzile, nel Pistoiese, che avrebbe contribuito alle fasi dello stoccaggio della cocaina che arrivava nel porto di Livorno, dove ha lavorato per un certo periodo come facchino. Sempre in provincia di Pistoia sono stati catturati un uomo di origini napoletane residente a Ponte Buggianese, anche lui impiegato con lavoretti saltuari al porto di Livorno, e un calabrese che viveva a Uzzano. In provincia di Firenze a finire nella rete degli investigatori è stato un uomo residente a Fucecchio. Nel porto toscano il gruppo criminale aveva agganciato Gaetano Lentini, originario di Gioia Tauro e vicino a elementi della cosca Molè-Piromalli, arrestato tre giorni fa su richiesta della Dda di Firenze guidata da Giuseppe Creazzo. Lentini aveva impiantato un'attività di movimentazione di container nel porto toscano attraverso una cooperativa di camalli, che scaricavano la cocaina dai container dopo averli aperti, e che veniva trasportata all'esterno dell'area portuale grazie alla complicità di alcuni vigilantes. Complessivamente, nel corso delle indagini della procura antimafia di Reggio Calabria, nel porto di Livorno sono stati sequestrati 300 chilogrammi di cocaina purissima, per un valore sul mercato di cento milioni di euro. Tra i 18 fermati c'è un pediatra originario della costa ionica reggina, di fatto residente a Messina, accusato di essere un finanziatore dei traffici e di aver avuto un vero e proprio ruolo di 'diplomatico' nei confronti di trafficanti colombiani ospitati dalla 'ndrangheta. Pediatra esercitante a Locri, è accusato di aver tentato di introdurre in Italia cocaina, e di aver ospitato un gruppo di cocaleros colombiani, per affinare con i gruppi mafiosi dei Bellocco di Rosarno, Avignone di Taurianova, Molè-Piromalli di Gioia Tauro e dei Paviglianiti di San Lorenzo, gli aspetti organizzativi per l'importazione di cocaina dal Sud America. Tra i fermati spiccano personaggi della cosca Bellocco, che di fatto detenevano i fili dell'organizzazione.
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