Il Tirreno

Empoli

l'intervista

«Social e rinforzi contro i ladri, ma lasciate stare pistole e fucili»

di Francesco Turchi
Il sindaco Alessio Spinelli con il capitano Giorgio Guerrini
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Il sindaco Alessio Spinelli con il capitano Giorgio Guerrini

Fucecchio, appello di Spinelli ai cittadini esasperati dall’escalation di furti: «Niente armi. Controllo di vicinato con le contrade e alleanza con la vigilanza privata: ecco le mie proposte»

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FUCECCHIO. «Lasciate stare pistole e fucili. Non vi fate neanche sfiorare dal pensiero di farvi giustizia da soli». La tensione, a Fucecchio in generale e nella frazione di Torre in particolare, è alle stelle. La lunga catena di furti nelle case ha creato un clima di paura e di esasperazione. La gente non ne può più di porte e finestre forzate, armadi svuotati, stanze a soqquadro. Di sconosciuti che fanno irruzione nell’intimità delle famiglie e si portano via soldi, gioielli e ricordi: «Ci sentiamo carcerati in casa nostra - dicono - prima o poi qualcuno si difende da solo...». Parole che fanno scattare l’allarme nell’ufficio del sindaco Alessio Spinelli. Il terrore è che prima o poi, uno dei tanti raid sfoci nel sangue.

I torrigiani sono sull’orlo di una crisi di nervi ed è sempre più frequente la minaccia del ricorso alle armi. Cosa si sente di dire ai suoi cittadini?

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«Lancio un appello accorato: lasciate stare le armi. Non siamo abituati da queste parti a puntare un’arma contro una persona... Premere quel grilletto sarebbe devastante. Bisogna fare altro, studiare proposte tutti insieme».

Però intanto le scorribande proseguono a un ritmo impressionante, con i ladri che sembrano quasi “sfidare” i carabinieri...

«Le forze dell’ordine, con le quali ho contatti quotidiani, stanno facendo un grande lavoro. Ora servono indagini approfondite, anche in borghese, perché siamo di fronte a una tipologia anomala di furti, almeno rispetto al passato: in particolare nella zona di Torre: come le famiglie escono anche per poche ore, subiscono un furto in casa. E questo è apparentemente inspiegabile. È una situazione ben diversa rispetto al passato».

Quali sono i dati relativi ai furti nelle case a Fucecchio?

«Dal 2005 al 2010 si viaggiava alla media di 70 colpi all’anno; poi, dal 2011 al 2014, siamo saliti a circa 120-130, per poi tornare a 70 nel 2015 e risalire a 97 nel 2016. Nei primi settanta giorni del 2017 si è assistito a un boom rispetto al solito periodo dell’anno scorso, anche se non ho il dato ufficiale».

Quindi non è soltanto una questione di percezione?

«No, però resta il fatto che certi episodi sono amplificati rispetto al passato, da media e social network».

A proposito di social, lei viene accusato di vestire i panni del sindaco-sceriffo?

«Io voglio bene ai miei cittadini. E sulla sicurezza ci metto la faccia. Sono consapevole della delicatezza dell’argomento-sicurezza e sto studiando la materia nei dettagli, confrontandomi con esperti e addetti ai lavori, per mettere in campo proposte concrete, anche con la collaborazione tra polizia municipale e carabinieri. Però poi i ladri devono prenderli le forze dell’ordine, non il sindaco».

L’istituzione di un dirigente comunale anti-ladri è un’idea o c’è di più?

«A breve la figura sarà istituito dal Ministero. C’è chi mi ha preso in giro per questa iniziativa, che invece ritengo molto utile. Si tratta di formare - attraverso appositi corsi - un dipendente, che può essere per esempio un agente della polizia municipale, in modo da migliorare le sue competenze e prepararlo a fare da raccordo tra l’ente e le forze dell’ordine. Per esempio mettendo a disposizione dei carabinieri le banche dati del Comune: servizi sociali, ma anche l’anagrafe, flussi degli stranieri e altro ancora».

Cos’altro può fare il Comune?

«Pensare alla sicurezza urbana quando va a prendere una qualsiasi decisione di rilievo: penso per esempio agli strumenti urbanistici. Le scelte devono essere indirizzate a favorire il decoro e la legalità. Nel frattempo continueremo a fare i controlli per quanto di nostra competenza e che ci hanno permesso di individuare alcuni laboratori abusivi».

E nell’immediato?

«Ora è il momento di chiedere più agenti e su questo c’è la piena collaborazione della compagnia di Empoli, che invia pattuglie a supporto e venerdì scorso ha effettuato un controllo straordinario con 20 militari».

E i cittadini nel frattempo devono solo sperare di non finire nel mirino dei ladri?

«No. La loro collaborazione è fondamentale. Credo nel controllo di vicinato, attraverso la creazione di gruppi Whatsapp, già esistenti a Torre, Massarella, Galleno e Querce. Va esteso a tutto il comune e noi abbiamo il vantaggio che il nostro territorio è già suddiviso in contrade, che rappresentano un punto di riferimento per migliaia di fucecchiesi. Ho già avuto un primo contatto con i presidenti, che si sono dimostrati collaborativi. L’ideale è quella di far nascere almeno altri dodici gruppi di controllo di vicinato. Ognuno avrà un referente, che non necessariamente sarà il presidente, in grado di fare da tramite tra le segnalazioni dei cittadini - auto o persone sospette e qualsiasi altra situazione a rischio - e le forze dell’ordine».

È riuscito ad ottenere l’elevazione della stazione dei carabinieri a tenenza, con il conseguente incremento di una decina di militari. Ma qual è la tempistica?

«Spero di concludere l’operazione entro la fine dell’anno. Il progetto - dopo alcune modifiche volute dal Ministero - è definitivo, ora dobbiamo avviare l’iter per l’appalto. I lavori dureranno 5-6 mesi. Spenderemo 200.000 euro per la ristrutturazione del palazzo Landini Marchiani da destinare alla nuova tenenza, con il conseguente spostamento della sede della polizia municipale nell’attuale caserma di piazza Montanelli, che ci permetterà di lasciare gli uffici di via Battisti, per i quali paghiamo l’affitto».

Nel frattempo ha lanciato una petizione da inviare al prefetto e al governo per chiedere più sicurezza. Come sta andando?

«Bene. Abbiamo già superato le 500 firme e l’iniziativa proseguirà anche nei prossimi giorni. E poi il 29 marzo mi vedrò a Firenze con il prefetto Alessio Giuffrida, il questore Alberto Intini e il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe De Liso. Un summit convocato su mia specifica richiesta, proprio per affrontare il problema dei furti nelle case a Fucecchio. E lì illustrerò le mie proposte, compresa quella dell’eventuale coinvolgimento della vigilanza privata».

In che modo?

«Al momento si tratta di un’idea, che ovviamente sottoporrò alla valutazione del prefetto. Penso a una sorta di partenariato pubblico-privato. Facciamo un esempio. I cittadini, raggruppandosi e mettendo una quota minima a famiglia, affidano la vigilanza delle loro case a un istituto, che garantisce la presenza di una guardia giurata-sentinella nella fascia oraria considerata a rischio, a supporto delle forze dell’ordine: un po’ come avviene per le aziende. Il Comune - che non può pagare un servizio del genere - potrebbe fare da coordinatore. Si tratta di una proposta, come ne ho fatte altre, al contrario dei partiti di opposizione, che sanno soltanto accusarmi e che fanno finta di ricordare che il consiglio comunale avevamo approvato all’unanimità un documento che andava proprio nella direzione di chiedere più sicurezza, argomento che per me non ha colore politico».

Eppure spesso viene identificato come “tema di destra”...

«Non è così. La recente approvazione del disegno di legge sul processo penale da parte del Senato - con inasprimento delle pene per i reati predatori - è figlia dell’impegno del Pd. L’adeguamento delle normative è fondamentale per contrastare la criminalità e anche il decreto-Minniti, introduce una serie di novità importanti in tema di sicurezza e decoro. Semmai quelli che mi criticano dovrebbero pensare al fatto che per vent’anni al governo ci sono stati i vari Berlusconi e Bossi e non mi sembrano che abbiano fatto niente di concreto su tutto questo. Oggi paghiamo anche quelle lacune».

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