Il Tirreno

Empoli

Sessanta controlli dell’Asl in bar e ristoranti

di Chiara Capezzuoli
Sessanta controlli dell’Asl in bar e ristoranti

Il bilancio dell’attività: sono scattate ventuno sanzioni amministrative Ma la vera spada di Damocle per gli imprenditori è la burocrazia

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EMPOLI. Controlli e sanzioni: l'Asl fa il punto sulla situazione dell'Empolese Valdelsa per ciò che concerne le attività del settore della ristorazione. Il quadro che emerge per l'anno 2016 parla di sessanta attività controllate e di 21 sanzioni amministrative effettuate. Tra bar, ristoranti e altre attività a sfondo alimentare, l'ex Asl 11(oggi inglobata all'interno dell'Asl Toscana Centro) annuncia lo stato di salute del suo territorio.

Un territorio che si conforma sempre di più gli standard igienici richiesti. La situazione sul profilo dei controlli alimentari, infatti, sembra dar luce a una quadro piuttosto positivo dove la maggior pare delle sanzioni effettuale alle attività, riguarda problemi relativi a questioni burocratiche che diventano come spade di Damocle sulla testa degli imprenditori del settore. «La situazione mette il luce uno stato di miglioramento - ha spiegato il dottore Luigi Coccoli, direttore dell'unità funzionale Sanità pubblica veterinaria di sicurezza alimentare - se consideriamo che su sessanta attività ispezionate abbiamo trovato solamente due notizie di reato e un numero di sanzioni inferiore al 20 per cento, possiamo dire che la situazione è buona e sotto controllo».

Sono quaranta le prescrizioni riconosciute: una conferma della conformità e regolarità della stragrande maggioranza della attività ispezionate. Entrando nello specifico, delle ispezioni effettuate nella varie tipologie di attività e che hanno visto una sanzione, solamente nove riguardano una cattiva gestione dell'attività. Tutte le altre, 12 per l'esattezza, riguardano invece problemi di ordine burocratico (ad esempio una Scia non comunicata agli organi competenti).

Problemi sicuramente meno pesanti rispetto alle nove attività che sono state sanzionate amministrativamente per cattiva gestione. Qui, le sanzioni che sono state applicate, deviano da diversi fattori, come ad esempio una preparazione non corretta del personale, problemi sui prodotti alimentari forniti ai clienti ma anche carenze strutturali.

Il momento in cui le attività della ristorazione si trovano ad operare non è certo dei migliori: vuoi per la crisi che spinge ancora poco le persone ad andare a cena fuori ogni fine settimana, vuoi per una situazione burocratica sempre più stingente e vincolante.

La ripresa, però, sembra molto vicina. E lo dimostra anche la cura e la conformità con cui le attività della ristorazione si muovono. «Noto che gli operatori hanno sempre più voglia di mettersi in gioco e questo è molto importante - conferma il dottor Coccoli - se a questo sommiamo il fatto che non abbiamo emesso sanzioni nell'arco del 2016 in merito a condizioni igieniche critiche, questo va a confermare il trend positivo».

E il responsabile conclude: «Per il territorio che fino a poco tempo fa faceva parte dell'Asl 11, insomma, si può dire che si sta andando molto bene».

Una vera boccata di ossigeno, rispetto ad altri anni, sia per le stesse attività nella ristorazione che, ovviamente per i clienti. La situazione di conformità e igiene diffusa e sempre più radicata sul territorio, si mostra come carta vincente per l'Empolese Valdelsa: un territorio che stando ai dati, ha voluto investire in qualità e cura nei prodotti per rinnovare la crescita del settore e per spingere sempre più consumatori ad usufruire di queste attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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