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«Lo stop all’Opg, occasione persa»

«Lo stop all’Opg, occasione persa»

La direttrice saluta gli agenti e critica la decisione di cambiare destinazione

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MONTELUPO. «La mia convinzione è che la comunità di Montelupo Fiorentino abbia perso una grandissima opportunità». Questo il commento che la direttrice reggente dell'Opg, Antonella Tuoni, inserisce in una lettera ufficiale indirizzata agli agenti di polizia penitenziaria che stanno lasciando la struttura, dismessa nelle scorse settimane dopo la riforma di chiusura, con conseguente affidamento alle Asl dei detenuti. Un ringraziamento sentito a chi ha lavorato a suo fianco ma anche toni polemici rispetto alla scelta di chiudere la villa dell’Ambrogiana e a riconsegnare l’immobile mediceo al Demanio per ricavarci qualcosa che non sia più un carcere dopo quasi 150 anni di sbarre.

«Ho lottato - scrive dopo aver elencato una serie di risultati ottenuti dal 2011, anno del suo insediamento - per realizzare quell'idea progettuale che avrebbe potuto far diventare la struttura di Montelupo un fiore all'occhiello non solo per l'amministrazione penitenziaria, ma anche per il territorio comunale, non comprendendo il perché, a fronte del carcere di Sollicciano che cade a pezzi, un istituto perfettamente funzionante venga dismesso». Tuoni, che adesso è in organico al penitenziario fiorentino come vicedirettore, ha evidenziato tra le varie cose come dal 2011 a oggi si fosse verificato un solo caso di suicidio e come si fosse arrivati "in dirittura di arrivo per un risanamento di un debito di circa 53mila euro che congestionava la contabilità della direzione dagli anni Ottanta per spese fatte, dall'allora funzionario, senza copertura finanziaria». La direttrice ha sottolineato anche gli investimenti che erano stati fatti nelle ex scuderie della villa (dove si trovavano gli internati), compreso un impianto di aspirazione fumi « che in pochi carcere si trova».

Critico anche il sindacato Fns Cisl. «In questi giorni stiamo gestendo – con gravi difficoltà – la ricollocazione del personale che presta servizio a Montelupo. Tutti verranno assegnati “provvisoriamente” in altre sedi penitenziarie, alcune vicine a Firenze ed altre nelle province della Toscana, tutti senza certezza alcuna sul fatto che queste provvisorie assegnazioni si trasformino in assegnazioni definitive. In questo fa rumore l’assordante silenzio del ministro della giustizia».

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