Sicurezza
Assediati dai ladri acrobati, altre 3 case ripulite a Torre. La mappa dei colpi messi a segno da gennaio
Escalation senza fine Fucecchio, nuovo raid 48 ore dopo la task-force dei carabinieri. «Ci sentiamo carcerati in casa nostra, prima o poi qualcuno si difende da solo...»
FUCECCHIO. Porte e finestre forzate, armadi svuotati, stanze a soqquadro, materassi tagliati. Scene di una domenica d’inferno. Storie di famiglie che escono per qualche ora e al rientro trovano la casa sottosopra. Ancora una volta a Torre, dove ormai i furti - dall’inizio dell’anno - non si contano più. Il copione è sempre lo stesso, ma quello che cambia (e si aggrava colpo dopo colpo) è lo stato d’animo dei residenti, passato dalla paura all’esasperazione.
La gente si sente impotente di fronte a una situazione diventata insostenibile. E allora si fa largo l’idea della difesa fai-da-te: «Qui non ci aiuta nessuno, se li trovo in casa mia, ci penso io». Frasi sempre più frequenti, al bar come nei capannelli, figlie della rabbia, ma anche - per certi versi - della rassegnazione di chi le ha provate veramente di tutte. Da tempo è stato creato un gruppo Whatsapp, dove decine di cittadini segnalano auto e persone sospette, accogliendo l’appello delle forze dell’ordine: «Non esitate a chiamare il 112».
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D’altra parte meglio un falso allarme in più (inevitabile, considerando il passo tra la paura e la psicosi è decisamente breve), rispetto ai rimorsi per una mancata soffiata che permette al ladro di turno di farla franca.
Ma intanto la catena di furti si allunga. Il sindaco Alessio Spinelli (che sta pensando di istituire la figura di un dirigente comunale-007 per migliorare la collaborazione con le forze dell’ordine), lanciando la sua petizione per chiedere più sicurezza allo Stato, ha scelto proprio la frazione di Torre per presentarla, con l’intera platea che a fine assemblea si è messa in fila per firmare. E, sempre da queste parti, nel tardo pomeriggio di venerdì, hanno fatto tappa i carabinieri, impegnati in un controllo a tappeto con venti uomini e nove mezzi nelle zone più a rischio. Un servizio straordinario che è andato ad aggiungersi alla task-force ormai quotidiana, con 3-4 pattuglie della compagnia di Empoli che nella fascia oraria particolarmente cara ai ladri (quella del tardo pomeriggio), passano al setaccio la zona collinare, a cominciare proprio da Torre. Che però continua ad essere terreno di conquista per le bande di malviventi. Forse agevolati dalle caratteristiche della zona (con molti gruppi di case isolate e vie di fuga agevoli); forse - e anche su questo aspetto stanno lavorando le forze dell’ordine - aiutati anche dalla presenza di “basisti”, che conoscono bene la frazione, spiano le famiglie, ne studiano le abitudini e danno le dritte giuste a chi poi compie materialmente il furto. Forse è solo una suggestione. O forse no. Ma intanto si continua a viaggiare a una media impressionante di colpi.
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Nel tardo pomeriggio di domenica ne sono stati messi a segno tre, in pochi minuti.
Stavolta in una palazzina di via Poggio Osanna. «Siamo usciti tutti intorno alle 14. Mia figlia è rientrata intorno alle 21.30 e ha trovato un “macello”». Monica mostra le tracce lasciate dalla banda. Che sono arrivati passando da un terreno agricolo e si sono diretti verso l’ingresso al piano terra. Qui hanno spaccato la porta. E si sono diretti verso la camera, dove hanno messo le mani ovunque: «Abbiamo trovato anche un mobile spostato, probabilmente cercavano la cassaforte. Che non c’è». Ma qualcosa hanno comunque trovato: gioielli, ricordi di famiglia. E se li sono presi. Poi hanno raggiunto l’appartamento della figlia, attraverso una scala interna. E hanno rubato alcune centinaia di euro in contanti, insieme ad altri monili: «Dopo che le mie figlie mi hanno avvertita dell’accaduto, avevo paura ad entrare in casa mia - racconta la donna sconsolata - ho aspettato il mio compagno per tornare: hanno toccato tutte le nostre cose».
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Mentre Monica racconta, si avvicina Giuseppe Cioni, che abita a poche decine di metri. Ascolta la sintesi dell’ennesima scorribanda. E si fa portavoce della rabbia di un paese di 830 abitanti che non ce la fa più: «Ci sentiamo dei carcerati in casa nostra. Non siamo più liberi di uscire, non possiamo tenere oggetti di valore. Non chiediamo tanto, vorremmo soltanto sentirci tranquilli nelle nostre abitazioni. Non si può andare avanti così, qualcuno deve aiutarci. E la cosa che fa ancora più rabbia è che se uno si ritrova di fronte questi soggetti in casa propria e gli dà un cazzotto poi magari si ritrova una denuncia a carico. E allora cosa dobbiamo fare? Come dobbiamo comportarci?».
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Dopo aver ripulito i primi due appartamenti, la banda non si è accontentata. I malviventi sono saliti al primo piano arrampicandosi dal muro esterno, fino a raggiungere un terrazzo. Qui hanno forzato una finestra e sono entrati in casa di Domenico Tortorelli. Che è un fiume in piena: «Ma cosa fanno i nostri governanti? Pensano soltanto ad andare in televisione, poi se un disgraziato si difende in casa propria, lo processano. Sono uscito di casa due ore, di domenica, e ho ritrovato la casa in quelle condizioni: danni, tutto sottosopra... è vergognoso. Alla mia vicina hanno tagliato il materasso. È meglio che stia zitto e non dica quello che penso veramente».
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