Sicurezza
Il vicino arma anti-ladro
Parte il progetto di controllo tra residenti, già quasi quaranta le adesioni
EMPOLI. Un cenacolo degli Agostiniani gremito di cittadini inaugura la partenza del progetto Controllo di vicinato, presentato giovedì scorso durante l'evento sulla sicurezza partecipata, una pratica sempre più usata nei comuni alla prese col problema sicurezza. L'obiettivo è quello di prevenire e disincentivare gli attacchi da parte di ladri e criminalità. È la rete sociale, tipica dei rapporti di un tempo soprattutto nelle realtà paesane, ad essere la carta vincente e protagonista indiscussa in questo contesto. La pratica del controllo di vicinato rende più saldi i rapporti tra le persone che abitano nella stessa strada o nello stesso quartiere, facendo scaturire così un sentimento di maggior sicurezza e protezione nonché di partecipazione per difendere i propri territori. E già 36 empolesi hanno dato la loro adesione al progetto.
Durante la serata di giovedì, la sindaca Brenda Barnini, accompagnata dalle forze dell'ordine cittadine, ha illustrato ai partecipanti i vantaggi che il controllo di vicinato potrebbe portare all'interno del comune, evidenziando l'esempio dell'Unione dei comuni modenesi delle Terre d'Argine. Presente in sala, infatti, anche il capitano della polizia municipale della stessa unione (che comprende i comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera) Susi Tinti, che ha illustrato l’analogo progetto applicato in quelle terre e che ha contribuito a migliorare la percezione di sicurezza tra i residenti.
La platea è sembra convinta e a dimostrarlo ci hanno pensato i dati: sono state 36 appunto le manifestazioni di interesse raccolte durante la serata. Un punto di partenza per manifestare la volontà, da parte degli empolesi, di provare a procedere su questa rotta, al fine di aiutare le forze dell'ordine e l'amministrazione ad incrementare la sicurezza cittadina. «È sotto gli occhi di tutti come all'interno della nostra città la domanda in termini di sicurezza stia crescendo sempre di più - ha sottolineato la sindaca Brenda Barnini - la sicurezza è un bene immateriale e ognuno di noi può contribuire a migliorare e accrescere questa percezione. Se si pensa infatti che sia possibile avere maggior sicurezza solamente aumentando gli organici delle forze dell'ordine, le telecamere e gli agenti sparsi sul territorio, probabilmente l'aspettativa resterà delusa perché questi elementi, da soli, non possono bastare».
Al fine di incrementare la sicurezza, infatti, sembra ormai fondamentale l'esigenza di far rete tra cittadini. Una vera e propria task-force che certo non vuole strizzare l'occhio a ronde di quartiere o notti insonni affacciati ai balconi. La rete in questione è più viscerale e profonda di quanto non si pensi, e la sua base di appoggio verte proprio sui buoni rapporti di vicinato. In questa maniera, a quanto spiegato, è possibile ridurre la criminalità e furti, ovviamente collaborando con le forze dell'ordine. Ai cittadini non viene chiesto né di fare gli eroi né di effettuare gesti avventati, viene solo chiesto una collaborazione e una maggior conoscenza dei residenti nel priori quartieri, in modo che, qualora qualcuno notasse strani movimenti, possa subito dare l'allarme alle forze di competenza. E a parlare del progetto è stata proprio la comandante della polizia municipale delle Terre D'Argine, Susi Tinti, evidenziando come nei suoi territori, i controlli di vicinato abbiano migliorato sia la percezione di sicurezza che i rapporti sociali. Il progetto ha visto la sua nascita nel 2015, adesso conta all'attivo oltre 60 gruppi di controllo. «La sicurezza è un bene di tutti e serve un lavoro di squadra in cui i cittadini hanno un ruolo fondamentale - ha spiegato la comandante Pm Terre d'Argine, Susi Tinti - quello in questione è un progetto per prevenire furti e criminalità oltre che per far rinascere lo spirito sociale. Per riuscire nell'intento di aumentare la sicurezza si possono portare avanti diverse pratiche. Ad esempio se vediamo nel nostro quartiere un'auto sospetta, possiamo andare dal guidatore a chiedere se sta cercando qualcosa o ha bisogno di informazioni. Se il guidatore in questione è un ladro, si allontanerà subito perché capisce che su di lui ricade un sospetto».
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