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Si dimette il segretario del Pd, fermento all’ombra del Boccaccio

Una ragazza con una bandiera del PD di fronte alla statua del Boccaccio
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Una ragazza con una bandiera del PD di fronte alla statua del Boccaccio

C’è una nuova grana per il partito a Certaldo che, a livello locale, è diviso tra le mozioni Orlando e Renzi. Lombardo: «Lascio per motivi personali». Ma all’interno ripartono subito le tensioni

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CERTALDO. Acque molto agitate in casa del Partito democratico a Certaldo. Non è ancora arrivata l'ufficialità ma il segretario del PD e presidente del consiglio comunale, Giuseppe Lombardo, ha rassegnato le sue dimissioni alla guida del partito. Una decisione che è stata presentata per motivi personali e che adesso agita il partito di via Roma.Una nuova grana per un partito che, a livello locale, tra la mozione Orlando e Renzi vive l'ennesimo momento di dibattito acceso e adesso si appresta a confrontarsi su un'altra questione delicatissima, come quella delle dimissioni del segretario. Il partito è in subbuglio e al suo interno non riesce ancora a trovare una pace definitiva che possa mettere d'accordo le diverse anime che lo compongono. Ancora non sono arrivate comunicazioni ufficiali ma la decisione è stata presa e, almeno al momento, è irrevocabile, anche se, a quanto è stato ricostruito, i vertici avrebbero respinto queste dimissioni.

Si è mosso anche il sindaco Giacomo Cucini per cercare di ricucire lo strappo ma la decisione sembra irremovibile all'interno di un partito che ancora, e ormai è una costante da anni, deve riuscire a riconciliare versanti opposti.Con la chiusura del tesseramento, è stata evidenziata una piccola flessione come numero di tessere, magari impercettibile, ma comunque da annotare: da 177 del 2015 si scende a 166. Tessere che in alcuni frangenti erano state restituite e poi prese nuovamente per poter votare al congresso. Una mossa che non è passata inosservata e che ha continuato ad agitare le acque in via Roma. Se da un lato infatti il PD dopo la vittoria di Giacomo Cucini come sindaco si è in buona parte ricompattato, alcune problematiche di base sono restate ancora irrisolte.

E questo clima a livello nazionale, fra candidati e congresso, contribuisce ad alimentare la miccia di una situazione in evoluzione.Dimissioni, quelle di Lombardo, che tra l’altro da tempo erano state richieste dalle opposizioni sin dall'insediamento in consiglio comunale e dopo ripetute mozioni di sfiducia alle spalle, sono state rigettate dall'assise.Ora però questa mossa potrebbe nuovamente portare il PD locale a dar vita ad un gruppo dirigente che possa traghettare il partito cercando, forse definitivamente, di ricompattarsi per poi presentare un volto che possa avere i requisiti ideali apprezzati da tutti gli iscritti al partito.

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di Redazione web