Il Tirreno

Empoli

Muore nel cantiere sbalzato dalla pala

di Francesco Turchi
Muore nel cantiere sbalzato dalla pala

L’operaio empolese di 60 anni ha perso il controllo del mezzo in una strada ripida nella campagna di Vinci

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VINCI. Stava percorrendo un tratto di strada in discesa, alla guida di una pala gommata “Dumper”, trasportando scarti del cantiere. Dopo una ventina di metri, il mezzo si è improvvisamente ribaltato in avanti. Nicolò Vecchio, 60 anni, operaio dell’azienda Noccioli Costruzioni di Montelupo Fiorentino, è stato sbalzato di alcuni metri ed è rimasto a terra privo di sensi. I soccorritori hanno tentato disperatamente di salvarlo, ma le manovra di rianimazione - andate avanti per oltre un’ora - sono state inutili.

La tragedia sul lavoro si è consumata ieri, poco dopo le 13.30, all’interno di un terreno di proprietà di un’azienda agricola, che si affaccia su via Collegonzi, nella campagna di Vinci. Dove da tempo è in corso un intervento di restauro di un edificio a destinazione rurale.

L’operaio - secondo quanto è emerso da una prima ricostruzione e dalle testimonianze - si trovava sul cantiere insieme a un collega, che ha dato l’allarme, attirando l’attenzione dei vicini: «Ero qui casa, ho sentito gridare - racconta un giovane, tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente - quando mi sono avvicinato ho trovato il mezzo ribaltato, l’operaio disteso per terra in un lago di sangue, e il suo collega che lo chiamava disperatamente e continuava a dirgli “chiamo l’ambulanza, chiamo l’ambulanza”. Ma lui non rispondeva, forse respirava ancora, ma non ne sono sicuro. È stata una scena tremenda. Abbiamo subito chiamato il 118». E poi i due hanno seguito tutte le operazioni di soccorso, sperando nel miracolo, che però non c’è stato.

In via Collegonzi sono arrivate l’automedica e l’ambulanza della Misericordia di Vinci. Poi è stata la volta dei tecnici del servizio prevenzione sui luoghi di lavoro dell’Asl Toscana Centro, che hanno effettuato rilievi, con l’obiettivo anche di verificare la regolarità del cantiere e per capire se sono state rispettate le misure di sicurezza.

Immediato anche l’intervento dei responsabili dell’impresa montelupina che - sotto choc - non hanno voluto rilasciare dichiarazioni in merito a una tragedia che ha ancora molti aspetti da chiarire.

A cominciare dalla causa dell’incidente: potrebbe essere stata fatale una banale distrazione, oppure il sessantenne potrebbe aver perso il controllo del mezzo per colpa di un malore; ma potrebbe anche essere stato tradito da un terreno particolarmente impervio e ripido in quel tratto.

Tutte valutazioni che sono state effettuate per ore dai tecnici e dai carabinieri della compagnia di Empoli, che dovranno fare luce sull’incidente mortale.

Proprio in quest’ottica, il magistrato Alessandra Falcone, ha disposto il trasferimento della salma all’istituto di medicina legale di Firenze, dove nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia; poi il corpo dell’operaio sarà restituito alla famiglia per il funerale.

Nicolò, che avrebbe compiuto sessant’anni il prossimo 24 maggio, era originario di Licata (provincia di Agrigento) e abitava con la moglie in via Caduti di Cefalonia, nella frazione empolese di Ponte a Elsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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