Il Tirreno

Empoli

accoglienza

Migranti espulsi dai centri se fanno i venditori abusivi

di Marco Pagli
Un centro di accoglienza (foto d'archivio)
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Un centro di accoglienza (foto d'archivio)

Nel mirino anche chi beve alcolici, non paga i biglietti di bus e treni lavora in nero. La Misericordia di Empoli: «Il rischio è che si ritrovino in mezzo a una strada senza controllo»

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EMPOLI. La prefettura di Firenze ha trasmesso agli enti gestori dell’accoglienza un nuovo regolamento che fissa, tra le altre cose, le regole di comportamento degli ospiti e i divieti a cui sono sottoposti. Una serie di norme che, se contravvenute, possono portare alla revoca delle misure di accoglienza. Rischiano coloro che bevono alcolici all'interno delle strutture o si dedicano all'accattonaggio, così come chi viene sorpreso sprovvisto di biglietto sui mezzi pubblici o mentre svolge attività di parcheggiatore abusivo o ancora acquista o vende beni contraffatti. Inoltre, la prefettura ha introdotto nuove regole in materia di lavoro.

In particolare i richiedenti, che possono svolgere attività lavorativa trascorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda di asilo, rischiano di uscire dai percorsi di accoglienza nel caso in cui svolgano un lavoro irregolare (cioè siano privi di contratto di lavoro o comunque il contratto non copra tutte le ore effettivamente prestate), seppure ciò non dipenda dalla loro volontà. A questo proposito, decade dalle misure di accoglienza anche chi può contare su un reddito sufficiente al sostentamento. In questo caso, però, le misure possono essere ripristinate nel caso in cui il richiedente perda il lavoro.

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Il regolamento, che i responsabili di ogni centro dovranno tradurre e far firmare a tutti gli ospiti (nel circondario sono circa 700), è stato accolto con qualche riserva dalle associazioni del territorio che operano nel settore. «Parte delle norme contenute nel provvedimento - spiega Fabrizio Sestini, responsabile dei centri di accoglienza della Misericordia - erano già state introdotte, mentre altre sono nuove. Il regolamento fa chiarezza e fissa una serie di divieti, che possono essere anche giusti. Insomma, chi non rispetta certe regole deve in qualche modo essere sanzionato. Tuttavia, ciò che ci preoccupa è che non sono state studiate delle misure alternative. Se i richiedenti vengono espulsi dai centri si ritrovano per strada e sono sottoposti ad un minore controllo. Questo potrebbe avere delle conseguenze negative».

Come conferma lo stesso Sestini, le revoche delle misure di accoglienza sono già praticate e sono state diverse in questi anni anche nell'Empolese Valdelsa. Ma con il nuovo regolamento potrebbero aumentare. Tra i divieti introdotti ci sono ovviamente le violazioni che costituiscono reato, come ad esempio la violenza verso gli altri ospiti o gli operatori oppure la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

E ancora la compravendita di beni contraffatti, l'attività di parcheggiatore abusivo e il mancato acquisto dei biglietti per viaggiare sui mezzi pubblici (per il quale l'ente gestore potrà rifarsi sull'ospite decurtando dal pocket money l'importo della sanzione). Ma anche comportamenti strettamente legati con la vita all'interno dei centri. Il consumo di alcol, come accennato, o l'allontamaneto dalla struttura per più di 24 ore (che può essere autorizzato solo dalla prefettura). Il provvedimento firmato dal prefetto Alessio Giuffrida specifica che «l'inosservanza dei divieti costituisce violazione grave delle regole della struttura e deve essere segnalata alla prefettura per le valutazioni di competenza in merito alla revoca delle misure di accoglienza».

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