Il dolore
Ecco come difendersi dai criminali
Cosa può fare un abitante di una frazione bersagliata dai ladri per rendere dura la vita a questi ultimi? Una risposta universale non c'è, anche perché ogni casa è diversa, così come ogni spicchio...
Cosa può fare un abitante di una frazione bersagliata dai ladri per rendere dura la vita a questi ultimi? Una risposta universale non c'è, anche perché ogni casa è diversa, così come ogni spicchio di territorio. Però ci sono tanti accorgimenti che si possono mettere in campo, anche senza spendere un patrimonio. Ad elencarli ci pensa il colonnello dell'Arma dei carabinieri (in pensione) Carlo Corbinelli, esperto di sicurezza: «Quando si parla di criminalità predatoria - spiega Corbinelli - raggiunge lo zero assoluto dei reati è praticamente impossibile. Però si può fare molto affinché diminuiscano: il controllo del vicinato (in arrivo a Empoli, vedi articolo a centro pagina, ndr), ad esempio, può dare una mano, soprattutto in contesti non urbani. Bisogna trasformare il disagio che si sta vivendo in una prassi positiva. Io dico sempre "aiutateci e aiutiamoci"». Ma come? «Lasciare sempre una luce accesa in casa, svuotare la cassetta della posta, non essere abitudinari negli spostamenti. Creare gruppi Whatsapp per tenersi in contatto, oppure avvertire il vicino quando si esce per aiutarsi reciprocamente. O se si vede qualcuno che non si conosce non avere per forza un approccio intimidatorio ma semplicemente chiedere se ha bisogno di qualcosa o perché si trova lì. Poi gli allarmi, perché è necessario alzare la soglia tecnologica per rendere più complicato il "lavoro" del ladro. Ma - prima di tutto - avere un rapporto di grande collaborazione con le forze dell'ordine ». Dei furti a Torre, ad esempio, colpisce il modus operandi, che è sempre il solito: casa in quel momento vuota, porta (o finestra) scassinata, allarme messo fuori uso e via in pochi minuti con oro, gioielli, orologi. E poi balza all'occhio come i malviventi si siano focalizzati principalmente su una strada, via Ramoni. Corbinelli ha poi spiegato come agiscono i ladri in queste situazioni:«Sono persone che sanno fare il loro "lavoro": studiano il territorio, imparano a conoscerlo e poi colpiscono il bersaglio che è meno presidiato in quel momento». E se qualcuno rientrando in casa trova un ladro?«Per quanto è possibile bisogna cercare di richiamare l'attenzione di più persone, perché l'intento primario di questi ladri è quello di rubare, non di arrecare violenza. Per questo entrano in azione quando non c'è nessuno, perché non vogliono essere scoperti. E perché sanno che se fanno del male a qualcuno il loro quadro si aggraverebbe di parecchio». (m.s.)
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