Il Tirreno

Empoli

Redditi, Empoli capitale dei ricchi

di Marco Pagli

In Toscana è settima nel rapporto dichiarazioni-popolazione

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EMPOLI. Empoli è una delle capitali toscane dei ricchissimi. Le dichiarazioni presentate lo scorso anno, riferite ai redditi dell'anno precedente, parlano chiaro: il comune capofila del circondario è il settimo in tutta la Toscana per il rapporto tra super ricchi e popolazione residente. Sono in tutto 254 e stanno nella fascia di reddito superiore ai 120mila euro. Complessivamente hanno accumulato un tesoretto imponente, poco meno di 60 milioni di euro. E il loro reddito medio supera i 215mila euro annui. A Empoli, facendo le dovute proporzioni per dimensione demografica, ci sono più contribuenti d'oro rispetto a città più grandi come Grosseto, Carrara, Pistoia, Livorno o a capoluoghi della ricchezza come Viareggio. Un risultato importante, insomma, che testimonia la tenuta del tessuto imprenditoriale locale, nonostante la crisi. Basti pensare che il numero è aumentato rispetto alle dichiarazioni fatte nel 2014 di 40 unità. La crescita è evidente anche se si allarga il tiro e si considera tutta l'area Empolese Valdelsa (dove spicca in negativo Montaione).

Negli undici comuni, infatti, a distanza di due anni i ricchissimi sono passati da 619 a 739. Oltre a quelli di Empoli, ce ne sono 134 a Fucecchio, 72 a Monstepertoli, 71 a Vinci, 55 a Montelupo, 44 a Cerreto, 41 a Castelfiorentino, 25 a Capraia e Limite e 13 a Gambassi. Ma a crescere sono stati anche i loro ricavi: la fetta che si sono spartiti questi contribuenti si è allargata da 135 milioni a 160 milioni di euro. Si tratta del 6,3% della ricchezza complessiva dell'area che è stata accumulata dallo 0,6% dei contribuenti totali. Un dato che salta all'occhio, visto che la stessa quota se la sono dovuta spartire i 34.500 contribuenti più poveri, cioè quelli che hanno dichiarato redditi entro i 10mila euro annui e che rappresentano il 27,6% di quelli totali. E arriviamo, così, alla nota meno incoraggiante che emerge dalla lettura dei dati diffusi dal dipartimento delle Finanze, cioè l'allargamento della forbice tra chi ha molto e chi ha poco. L'andamento di fondo è questo: aumenta la ricchezza nelle fasce alte di reddito, mentre diminuisce nelle fasce più basse. La stessa cosa si verifica con il numero di contribuenti compresi nelle diverse fasce. Tuttavia, se tra chi dichiara più di 55mila euro l'anno l'aumento dei due fattori è più o meno coincidente, tra chi dichiara meno di 26mila euro la diminuzione della ricchezza è notevolmente maggiore rispetto a quella delle dichiarazioni.

La morale è che chi ha molto conferma o accresce i propri ricavi, mentre chi ha poco perde ulteriormente terreno. Il problema è che i primi rappresentano nemmeno il 4% della popolazione che ha fatto la dichiarazione lo scorso anno. Mentre i secondi costituiscono oltre il 75% dei contribuenti totali. Quella media, invece, si attesta al 20%. Entrando nel dettaglio sono, come detto, 739 (lo 0,6%) quelli che guadagnano più di 120mila euro, mentre sono1.463 (l'1,2%) coloro che hanno dichiarato un reddito tra 75mila e 120mila euro e 2.259 (l'1,8%) quelli che hanno dichiarato tra 55mila e 75mila euro. La classe cosiddetta media, che ha guadagnato un importo compreso tra 26mila e 55mila euro, comprende 23.825 persone (il 20% del totale). Mentre scendendo di reddito si hanno i numeri più importanti. In 43.094 hanno dichiarato tra i 15mila e i 26mila euro, 19.050 tra i 10mila e i 15mila euro e 34.563 un reddito entro i 10mila euro.

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