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Empoli

Le prestazioni in abitazioni fatiscenti

Le prestazioni in abitazioni fatiscenti

A firmare i contratti di affitto sono “teste di legno”, anche impiegati italiani. Poi ad usarle sono altri...

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EMPOLI. Perché le ragazze cinesi ricevono i clienti nelle case del centro e si concentrano in poche strade nel cuore della città? Perché qui trovano proprietari di immobili disposti ad affittare appartamenti che altrimenti non avrebbero altri sbocchi sul mercato perché sono abitazioni fatiscenti, poco ristrutturate e non appetibili. Con pareti scrostate, parti condominiali inguardabili e mobili di recupero. E il centro storico non tira per le famiglie italiane. In più i clienti asiatici danno sicurezza rispetto al pagamento delle scadenze mensili. Che onorano sempre e con soldi contanti. Anzi spesso per loro il canone è più alto. Cinquecento o seicento per un bilocale quando invece il prezzo sarebbe quattrocento.

Non solo: a firmare un contratto di affitto è una persona. Ma poi chi ci vive e chi ci lavora è un’altra perché c’è il subaffitto occulto, non dichiarato ma praticato. Di più: parlando con gli operatori del settore sembrerebbe che ci siano “teste di legno”, insospettabili italiani muniti di busta paga che poi lasciano l’appartamento a immigrati cinesi. A una serie indefinita di persone senza legami familiari. Come è accaduto in un condominio vicino al viale Boccaccio dove un impiegato di Firenze si è presentato con una donna cinese presentata come compagna, ha preso in affitto un appartamento dove poi alcune ragazze si prostituivano. «I cinesi si presentano in genere con una copia del documento - spiegano all’agenzia Emporium - cercano abitazioni per ricongiungimenti familiari o per gli operai. Ma è impossibile poi sapere se quello che dicono corrisponde a verità perché le agenzie non hanno mezzi per fare verifiche. Ecco il motivo per cui poi preferiamo non lavorare con loro». «Difficile dire se ci sia un’organizzazione o meno dietro queste situazioni - spiega Diego Calugi dell’omonima agenzia - noi non ci lavoriamo ma da quello che possiamo osservare indirettamente abbiamo la sensazione che ci sia qualcuno dietro queste ragazze». E conclude: «Per contenere questo fenomeno ci vorrebbero incentivi in grado di riqualificare il centro».

Lucia Aterini

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