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Morti carbonizzati, al via gli accertamenti

Morti carbonizzati, al via gli accertamenti

All’istituto di medicina legale cercano di dare un’identità ai due uomini. Ancora reazioni di sdegno

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EMPOLI. Stamani iniziano gli accertamenti all’istituto di medicina legale di Firenze per stabilire l’identità dei due uomini di origine romena che sono morti carbonizzati nel rogo di via Livornese. Accertamenti laboriosi, anche attraverso il Dna, per dare un’identità ai due disperati che avevano attrezzato una stanza al primo piano, da dove è partito il fuoco per cause accidentali, forse una candela, un mozzicone di sigaretta che in pochi minuti ha distrutto la stanza.

Ieri mattina qualcuno ha messo un mazzo di fiori al cancello del casolare, un gesto di pietà per una tragedia causata dalla povertà e dal degrado. E che sta facendo discutere la città.

E infatti le reazioni continuano. «Il rogo nel casolare di via Livornese è una tragedia che deve servire da monito - spiega Rifondazione comunista di Empoli - Perché senza una soluzione politica alle voragini sociali aperte dalla crisi non c'è tampone che possa evitare altri episodi di questo tipo. Serve un piano e risorse certe in grado di affrontare una piaga in espansione come il disagio abitativo. La povertà è arrivata, e non certo da ora, anche in un territorio come l'Empolese Valdelsa. La morte di due giovani senza tetto, d'altronde, è solo il sintomo di una malattia ben più grave e radicata. Che c'è anche se si fa finta di non vederla».

« Si sarebbero potuti fare più controlli, muoversi più in fretta, sollecitare prima i privati a verificare le proprietà abbandonate. Certo, lo si sarebbe potuto fare. Ma la verità è che senza risorse e possibilità di azione concreta è difficile affrontare una situazione così grave e ampia - si spiega ancora - La responsabilità, tuttavia, rimane tutta sulle spalle della politica, che da tempo ormai ha abdicato dal suo ruolo mettendo il nostro destino nelle mani dei mercati. Il ruolo delle amministrazioni locali, a questo punto, dovrebbe essere quello di denunciare ciò che sui territori accade, di squarciare il velo su una realtà di disagio e povertà che accomuna italiani e stranieri, ben consapevoli che qui come altrove le disparità aumentano e la ricchezza sempre più polarizzata.Speriamo che una tragedia del genere spinga ad affrontare i problemi per quelli che sono, dando risposte che non si fermino allo sgomento e alla tristezza».

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