Il Tirreno

Empoli

Cacciati dalle case popolari dopo i controlli dell’Unione

di Marco Pagli

Sono emersi vari casi di irregolarità: da chi subaffittava il proprio alloggio a chi aveva ricevuto in eredità abitazioni e terreni e non lo aveva comunicato

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EMPOLI. C'era chi aveva ricevuto una casa in eredità e continuava ad occupare la casa popolare, chi aveva ospitato parenti senza permesso e chi subaffittava il proprio alloggio. I controlli dei tecnici dell'Unione hanno portato alla luce diverse irregolarità tra i beneficiari di abitazioni pubbliche. E in questi giorni sono scattate le ordinanze di rilascio. Le verifiche in alcuni casi sono state condotte in collaborazione con Publicasa, che gestisce il patrimonio residenziale pubblico, attraverso uno scambio di dati che ha portato agli avvisi di decadenza. Le indagini sono scaturite da segnalazioni effettuate da vicini oppure dalle risultanze di anomalie sui consumi.

Sono queste le fattispecie più frequenti che portano agli accertamenti da parte delle autorità competenti. Spesso, infatti, sono le famiglie che abitano nello stesso complesso a segnalare che una famiglia non abita stabilmente l'alloggio oppure che ospita persone non autorizzate a stare lì. Altre volte sono gli uffici tecnici stessi che si accorgono che gli occupanti sono più di quelli registrati o che sono decaduti i requisiti controllando i consumi o consultando la documentazione in mano ad altri enti.

Tra i casi passati al setaccio c'è quello di una famiglia aggiudicataria di un appartamento a di Castelfiorentino, per la quale sono decaduti i requisiti dopo che avevano beneficiato di un'eredità importante. In sostanza, avevano ricevuto fabbricati e terreni nel medesimo comune. Ma non avevano comunicato niente né agli uffici comunali, né a Publicasa. C'è voluta una verifica dei tecnici per determinare che i requisiti per rimanere nella casa popolare erano decaduti. E così il nucleo avrà tempo tre mesi per portare vie le proprie cose e consegnare le chiavi.

Altro provvedimento riguarda il comune di Cerreto. Qui una persona che cinque anni fa aveva perso l'alloggio pubblico perché non ci abitava stabilmente era ospite fisso di un parente che si era aggiudicato in via provvisoria un altro alloggio popolare. Un'ospitalità definita «non autorizzata e non prevista dalla normativa vigente». Così è arrivata l'ordinanza di rilascio entro un mese. Un caso simile a quello avvenuto nel centro per le emergenze abitative "Il Focolare" di Fucecchio, dove due persone (esse stesse decadute dal diritto di abitare nell'alloggio che era stato loro assegnato in via provvisoria) avevano «consentito senza alcuna autorizzazione l'ingresso e la permanenza» di una terza persona in una stanza dell'appartamento, senza nessun tipo di diritto e con una sorta di subaffitto. Alle prime due era già stata notificata la decadenza dei requisiti, mentre nei confronti della terza è stata emanata un'ordinanza di rilascio forzoso della stanza nella quale abitava da alcuni mesi. Le chiavi dell'alloggio dovranno essere riconsegnate allo sportello sociale del Comune di Fucecchio entro 30 giorni. L'ultimo atto emanato dall'Unione riguarda una famiglia beneficiaria di un appartamento a Empoli in via provvisoria e straordinaria. Nel 2015 la nuova legge regionale aveva introdotto la possibilità di aggiudicarsi l'alloggio in via ordinaria di fronte a determinati requisiti. Così alla famiglia era stata comunicata la possibilità, previa presentazione della domanda, di trasformare l'aggiudicazione da provvisoria a definitiva. Ma quella domanda non è mai stata presentata e adesso l'Unione è intervenuta per riappropriarsi dell'immobile. Alla famiglia occupante sono stati concessi 30 giorni per il rilascio.

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