Sicurezza
Il sindaco: «Spero che i colleghi mi seguano»
La rabbia del presidente della Pro Loco: siamo stanchi di vedere le nostre case “violentate”
FUCECCHIO. Il sindaco ha spiegato alla platea di Torre il perché della sua scelta: «Io sono un cittadino e mi interessa che il resto del paese viva tranquillamente. Per questo ci metto la faccia, perché il sindaco deve ancora affrontare situazioni scomode senza trincerarsi e passare la palla ad altri. Le normative dello Stato non fanno fronte a questa situazione, per questo chiedo di investire più soldi in misure di protezione che ci tutelino. Lo Stato metta in campo misure di prevenzione e repressione che oggi mancano».
Poi Spinelli ha sottolineato un dato eloquente, attingendo dal testo della sua petizione, rivolta ai presidenti della Repubblica e del consiglio, al ministro dell'interno e al prefetto di Firenze: «Dal 2015 al 2016 i furti in abitazione nel nostro territorio sono cresciuti di oltre il 40%, mentre i reati in generale sono diminuiti del 5%. Il crescente malumore potrebbe trasformarsi in esasperazione, che potrebbe portare qualcuno a commettere reati nell'intento di difendersi. Spero che gli altri sindaci del territorio mi vengano dietro. Ritengo molto scomoda la mia posizione ma non me ne frega niente, perché non voglio fare carriera politica. Voglio solo essere un buon amministratore di un paese bello come Fucecchio che in questo periodo soffre. Il 22 marzo andrò dal prefetto e gli voglio portare una "paccata" di firme: per dirgli che non sono solo, che ho un esercito con me. Lui dovrà fare qualcosa, insieme alle altre istituzioni a doverci tutelare. La gente è stanca e io lo sono di più, perché sono in trincea sempre. Non voglio essere additato come quello che non fa niente e che fa le cose comode. Vogliamo sentirci liberi e tranquilli. Ci metto la faccia fino in fondo, che non si venga a dire che non faccio quello che i cittadini si aspettano».
Insieme a Spinelli ha parlato anche Roberto Pellegrini, presidente della Pro Loco Torre e vittima dei ladri: «Chiediamo sicurezza per tutti, che non è né di destra né di sinistra. Il sindaco non è uno sceriffo, non può fare di più. Però quando ci entrano queste persone in casa la sensazione è di lottare contro il nulla e di vedere le nostre abitazioni violentate, perché non ci sono leggi che puniscono i ladri e li scoraggino dal venire a rubare in Italia. Tuttavia questa situazione spezza il rapporto di fiducia fra cittadini ed istituzioni. Nell’attesa di soluzioni dobbiamo scendere in piazza e farci sentire». (m.s.)
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