Toscana
La salma di Durin vietata ai funzionari dell’ambasciata
Autorizzazione negata all’istituto di medicina legale, già effettuata l’autopsia La rabbia del fratello: «Stavo partendo ma mi hanno bloccato. Stiamo impazzendo»
MONTELUPO. Viaggio a Bogotà annullato. L’autopsia è già stata fatta (i risultati si sapranno tra 3-6 mesi) e le autorità locali hanno negato ai funzionari dell’ambasciata l’autorizzazione per vedere il corpo. Con il passare dei giorni si moltiplicano gli aspetti poco chiari intorno alla morte di Andrea Durin, cinquantenne musicista e tecnico del suono di Montelupo, trovato senza vita in una camera d’albergo nella capitale colombiana. Le notizie che arrivano ai familiari da Bogotà sono decisamente frammentarie e non sufficienti a fugare una serie di dubbi, relativi per esempio alla data del decesso, ma anche alle cause: il malore è l’ipotesi più probabile e sul corpo non sarebbero stati trovati segni di violenza ma soltanto i risultati dell’autopsia potranno fare chiarezza una volta per tutte.
Paolo Durin, fratello di Andrea, è devastato psicologicamente da quanto è accaduto a partire da sabato scorso, quando i carabinieri di Montelupo si sono presentati a Camaioni, nella casa dove Andrea (padre di tre figli, che vivono a Livorno come l’ex moglie) abitava con la madre Dora, per comunicarle la più tragica delle notizie: «La Farnesina non si è mai fatta viva con noi - racconta -. Li ho sentiti una sola volta e perché ho telefonato io».
E contemporaneamente dall’ambasciata italiana in Colombia arrivano notizie spesso contrastanti: «Prima mi avevano detto di partire, di andare subito là per riconoscere la salma. Poi, quando ero riuscito ad ottenere il passaporto, mi hanno bloccato, dicendomi che l’autopsia era già stata effettuata. Mi è arrivata una mail con ben pochi dettagli. Però allo stesso tempo mi hanno chiesto dei campioni di saliva e capelli da inviare per comparare il Dna. Sinceramente non ci capisco più niente, stiamo impazzendo tutti: ma perché c’è voluto così tanto tempo per identificare il cadavere? Sto passando le giornate al telefono senza risultati. Ora però la mia priorità è un’altra: voglio riportare a casa il corpo di mio fratello. Basterebbe sapere con certezza assoluta che almeno si tratta di lui, vorremmo avesse una degna sepoltura».
Andrea è stato trovato morto dal responsabile dell'albergo dove soggiornava - nel distretto di Puente Aranda, una zona industriale vicino al centro della città - nella notte fra il 18 e il 19 febbraio, anche se la Farnesina ha ricevuto la notizia soltanto il 20 (e la comunicazione è stata fatta alla famiglia il 25). Un ritardo nella comunicazione che sarebbe dovuto al fatto che le notizie riguardanti cittadini stranieri sono gestite dal ministero degli Esteri, mentre è stata la polizia ad informare la missione diplomatica italiana.
Il cinquantenne montelupino, si trovava in vacanza in Sudamerica ed era arrivato in Colombia dopo essere stato a Quito, capitale dell'Ecuador.
Le autorità locali hanno fatto sapere a quelle consolari italiane che nella camera dell' hotel dove è stato trovato l'uomo stata rinvenuta una scatola di sonniferi, appoggiata accanto al comodino: «Su questo proprio non saprei che dire, non sapevo che mio fratello faceva uso di sonniferi». Intanto personale dell'ambasciata, secondo quanto si appreso, si recato all'istituto di medicina legale dove si trova la salma del tecnico del suono, senza per ottenere l'autorizzazione per vedere il corpo. Sono state invece visionate delle fotografie del volto e della gamba sinistra con la lunga cicatrice di cui Paolo aveva dato notizia ai rappresentanti dell'ambasciata.
Andrea era molto conosciuto come musicista e cantante rock, ma soprattutto per il suo lavoro di backliner, che lo vedeva gestire strumenti musicali, materiale audio e microfoni in occasione dei tour dei grandi artisti, con i quali aveva girato l’Italia e il mondo: da Vasco Rossi a Nek, passando per Franco Battiato. E proprio il 21 febbraio scorso - secondo quanto ricostruito dai familiari - Andrea aveva un appuntamento a Figline per definire il suo ingresso nello staff di J-Ax in occasione del prossimo tour.
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