La manifestazione
La Ciurma a servizio di Amatrice
Il gruppo di amici ha fatto già cinque viaggi portando prodotti e roulotte
CERTALDO. Imprenditori, negozianti, cittadini e un grande passaparola. E' questo il cuore pulsante de 'La Ciurma', un gruppo di amici che si ritrova molto spesso la sera per fare una camminata che, con il passare del tempo, hanno maturato un sentimento di fratellanza e legame che esula dai semplici e quotidiani rapporti. E' così che La Ciurma, il nome di un gruppo di amici di Certaldo arrivato poi su Facebook, ha dato vita a ben 5 viaggi nelle terre scosse dal terremoto fra Norcia ed Amatrice per portare beni alimentari, elettrodomestici e tutto ciò che possa servire per dare una mano e un conforto a chi ha perso la casa e tutto quanto di buono, dal lavoro a una vera e propria vita, aveva accumulato dignitosamente in queste terre.
Un ruolo importante lo ha giocato Enrico Gaffuri, patentato per la guida e trasporto di roulotte, dove sono stati caricati generi di ogni tipo, assieme ad altri furgoni. Enrico ha raccolto per primo l'appello di una realtà bergamasca pronta a mettere a disposizione roulotte per i terremotati. Così tra una coperta e un regalo La Ciurma ha preso il via. E' difficile fare l'elenco di tutti i nomi de La Ciurma: Giovanna, Giovanni, Monica, Enrico, un fiume di nomi che nel gruppo Facebook non smette mai di crescere e che di fatto dimostra la grande generosità di questa realtà locale che sta dimostrando grande generosità e forza di volontariato.
Adesso La Ciurma dopo 5 viaggi vuole fermarsi un attimo per ricaricare le batterie e capire quale possa essere il suo futuro, con altri aiuti e tanti viaggi. Un messaggio profondo di ringraziamento arriva da Enrico Gaffuri a nome della stessa Ciurma: «Sono tantissime le persone che quotidianamente ci contattano per dare una mano ai terremotati e adesso dobbiamo imparare a gestire questa situazione. Il nostro intento non è quello di scavalcare ruoli ed associazioni, al contrario la collaborazione e l'aiuto fra enti e soggetti può rappresentare al meglio lo spirito di aiuto che vogliamo mantenere e coltivare per far crescere La Ciurma». Così al ritorno a casa, l'ennesimo dopo il viaggio della scorsa domenica La Ciurma era contenta per aver lasciato veramente tanti prodotti, ma tanto triste perché abbandonare quei luoghi ti lascia tanto amaro in bocca.
Giacomo Bertelli
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