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Altre due attività in fuga, sos per il "salotto" di Empoli

di Francesco Turchi
Uno scorcio di piazza Farinata degli Uberti a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Uno scorcio di piazza Farinata degli Uberti a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Paninoteca e negozio di abbigliamento lasciano piazza Farinata degli Uberti, ora sono una decina i fondi vuoti. Il progetto: incentivare l’apertura di locali ma c’è da fare i conti con i residenti

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EMPOLI. È il salotto buono, il cuore di Empoli, il simbolo della città. Però piazza Farinata degli Uberti non è mai riuscita a decollare dal punto di vista commerciale. E ora fa i conti con un altro colpo. Anzi due, con altrettante attività che emigrano verso altre zone del centro. Si tratta del negozio di abbigliamento Aleph (che ha due locali adiacenti, uno dei quali fa parte di una porzione di immobile che va all’asta, vedi articolo in basso) e della paninoteca El Dindondero.

Aleph potrebbe trasferirsi al piano terra dell’hotel Tazza d’Oro in via Del Papa: l’albergo sarà interessato a breve da un intervento di restyling e concentrerà la propria attività ai piani superiori, mentre i locali che ospitano attualmente reception e hall saranno destinati ad uso commerciale. E Aleph sarebbe in pole position. Comunque, al di là di questa operazione (che non è ancora stata definita), altre due attività lasciano piazza dei Leoni, dove di recente ha chiuso anche il bar-gelateria Crema e cioccolato. In sostanza, “tiene” la parte della Collegiata, quello dello “struscio”, mentre sugli altri lati ormai le attività si contano sul palmo di una mano, mentre complessivamente sono una decina i fondi vuoti.

«Purtroppo - sottolinea Lapo Cantini, coordinatore di Confesercenti - questa è una situazione ormai consolidata per Empoli, complici una serie di motivazioni, legate anche alle abitudini della gente. E comunque non si tratta di un caso isolato: non tutte le piazza storiche delle città funzionano dal punto di vista commerciale». L’unica strada percorribile - probabilmente - è quella di trasformare la piazza in una “culla del food”, con una serie di locali (bar e ristoranti), in grado di rianimare il “salotto” anche la sera. Anche se ci sarebbe da fare i conti con i residenti: «C’è anche chi - sottolinea Cantini - ha protestato per la filodiffusione nel periodo natalizio e già in passato c’erano stati problemi di questo tipo: la convivenza con i locali non sarebbe semplice, però credo che tutti insieme dobbiamo e possiamo fare uno sforzo in questa direzione, attraverso un confronto con i cittadini e l’amministrazione comunale. L’altra criticità riguarda parcheggi. È un problema di mentalità: si vuole lasciare la macchina a due passi dal ristorante. E questo in piazza dei Leoni non è possibile». Però un ristorante nel luogo simbolo della città c’è, da anni, e questo dimostra che lo scoglio potrebbe anche essere superato. Intanto anche l’amministrazione comunale si muove per favorire il rilancio. L’obiettivo della sindaca Brenda Barnini è di trasferire - nel giro di 2-3 anni- parte del municipio (in particolare i locali di “rappresentanza”) proprio nel palazzo Ghibellino. Ma oltre al trasloco, che sicuramente garantire un afflusso maggiore di persone nella piazza, serve altro: «La situazione di piazza Farinata degli Uberti - spiega l’assessore Antonio Ponzo Pellegrini - è paradossale: è la più bella di Empoli, ma continua a faticare sul piano commerciale. Eppure sarebbe una cornice straordinaria, ideale per la ristorazione, dall’aperitivo alla cena», magari anche all’aperto o sotto i loggiati, con vista su fontana e Collegiata. È vero che dehors e tavolini in un contesto del genere funzionerebbero da richiamo. Ma serve anche l’iniziativa degli imprenditori: «Ho una serie di idee in testa, che valuteremo attentamente nelle prossime settimane e quindi per ora non voglio sbilanciarmi. Siamo consapevoli delle problematiche, che sono rappresentate principalmente dalle esigenze dei residenti e dai parcheggi».

Ma di posti per la sosta ce ne sono a volontà nel raggio di alcune centinaia di metri, basta accettare l’idea di farsi una passeggiata in centro per raggiungere il cuore della città, magari decisamente più “vivo” rispetto a ora, soprattutto la sera: «Al di là delle difficoltà, qualcosa - assicura l’assessore - vogliamo fare». Andando oltre al “solito” contributo economico per chi apre una nuova attività: «Serve qualcosa di più strutturato, occorrono delle idee da parte dei privati. Poi - a quel punto - anche l’amministrazione comunale potrà fare la sua parte e in un quadro complessivo più delineato potranno starci anche i contributi».

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