Il Tirreno

Empoli

«L’ho vista scivolare sotto al treno»

di Francesco Turchi
«L’ho vista scivolare sotto al treno»

Testimonianza decisiva insieme alle telecamere sul convoglio: la trentacinquenne vittima di un incidente

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MONTELUPO. Il giallo è stato risolto nell’arco di una notte, o poco più. Aliona è finita da sola sotto al treno, che l’ha uccisa. Ha perso l’equilibrio, è scivolata e non ha avuto scampo. È stato un cittadino pakistano - con l’aiuto di un interprete - a fornire la testimonianza decisiva ai carabinieri della compagnia di Empoli: «L’ho vista finire sotto al treno, non l’ha spinta nessuno».

Una dichiarazione che - supportata da altre testimonianze e dalle immagini riprese dalle telecamere piazzate sul treno - ha di fatto chiuso il caso, spazzando via l’ipotesi dell’omicidio. Che, almeno nelle prime ore, si era fatta largo, alimentata da accuse e sospetti, che si sono dissolti nella mattinata di ieri.

Aliona Novalenco, 35 anni, senza fissa dimora ma gravitante nella zona di Campi Bisenzio, era arrivata alla stazione insieme a un uomo di 31 anni. Che l’ha vista morire. I due - sempre secondo quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Empoli, guidati dal capitano Giorgio Guerrini - erano in stato di ebbrezza. Nella borsa della vittima sarebbe stata anche trovata una bottiglia di vodka. E alcuni testimoni hanno raccontata di averla vista cadere a terra un paio di volte già prima della tragedia. Anche l’uomo è stato subito sottoposto ai test per verificare l’eventuale presenza di alcol e droga nel sangue.

I due - per tornare a casa - dovevano salire a bordo del treno regionale diretto a Firenze, arrivato sul binario 2 a Montelupo alle ore 21.15. Il convoglio procedeva a velocità molto bassa, il macchinista ha visto la donna in prossimità della striscia gialla. Ma pochi istanti dopo la trentacinquenne moldava è finita sotto al convoglio. Probabilmente - complice l’alcol - ha perso l’equilibrio. E per lei non c’è stato più niente da fare: i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso e chiedere l’intervento di carabinieri e polizia ferroviaria.

Il suo amico - che l’ha vista morire - ha dato in escandescenza. Sotto choc, è salito sul treno, ha attivato il freno di emergenza, si è anche ferito per prendere l’estintore. Poi è stato sentito a lungo dai carabinieri, ai quali ha parlato anche di un uomo che si era allontanato frettolosamente subito dopo la tragedia.

In questo quadro di dolore e sospetti, i carabinieri hanno ascoltato a più riprese i testimoni, guardato le telecamere installate sul treno (mentre in stazione non ci sono) e poi si sono messi alla ricerca dell’uomo, che in realtà era fuggito semplicemente perché sotto choc. Non aveva nulla da nascondere, se n’era andato - sempre secondo quanto è emerso dagli accertamenti - per una reazione istintiva di fronte a un incidente così drammatico.

Il pakistano, che non parla bene la lingua italiana, ha raccontato la terribile scena alle forze dell’ordine, con l’aiuto di un interprete: «Non l’ha toccata nessuno, è scivolata mentre il treno stava arrivando». Ha spiegato quei terribili momenti in cui la donna è caduta e si è rialzata, un paio di volte. Poi ha visto arrivare il treno, si è avvicinata troppo al binario ed è scivolata giù.

Intanto la Procura di Firenze ha disposto l’autopsia sul corpo di Aliona, che sarà effettuata nelle prossime ore all’istituto di medicina legale.

E, ieri mattina, qualcuno ha avuto un pensiero per la vittima della tragedia. È andato alla stazione di Montelupo e ha portato una rosa. L’ha attaccata a pochi metri dal luogo dove è stata investita e ha scritto un messaggio con la penna su un petalo: «Riposa in pace».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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