Il Tirreno

Empoli

Caldaie, 150 ditte in rivolta rischio caos per i controlli

di Marco Pagli
Caldaie, 150 ditte in rivolta rischio caos per i controlli

I manutentori dovranno anticipare il pagamento dei bollini per le autocertificazioni Cna contro Regione e Agenzia fiorentina: «Così si penalizzano le aziende»

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EMPOLI. Manutentori sul piede di guerra contro l'Agenzia fiorentina per l'energia, ente gestore delle ispezioni sulle caldaie in dieci comuni del circondario. Le 150 aziende che si occupano di manutenzione degli impianti termici sul territorio, infatti, contestano alcune delle novità introdotte dalla Regione e dagli enti gestori del servizio. La protesta parte dalla decisione dell'Agenzia di far pagare in anticipo i bollini necessari per l'autocertificazione. Una scelta, questa, che rischia di mettere in ginocchio molte aziende, che sarebbero costrette ad indebitarsi per svolgere un servizio non retribuito (cioè la riscossione del contributo che autocertifica l'avvenuto controllo dell'efficienza energetica dell'impianto) per conto della pubblica amministrazione. La battaglia portata avanti dalla Cna di zona e dalle ditte associate rischia di bloccare la campagna di verifica delle caldaie.

La situazione, insomma, è calda per i dieci comuni gestiti dall'Agenzia fiorentina per l'energia. Mentre rimane un punto interrogativo l'organizzazione del servizio a Empoli, dove l'ente gestore è diverso dal momento che si tratta di un Comune con popolazione superiore a 40mila abitanti. Qui, infatti, ad occuparsi dell'efficienza energetica delle caldaie quest'anno sarà Publies, ente che finora ha lavorato nella provincia di Prato.

«La decisione dell'Agenzia fiorentina per l'energia penalizza fortemente le aziende del settore - spiega Alberta Bagnoli, membro della presidenza di Cna Empolese Valdelsa e reponsabile per gli impiantisti - finora funzionava che le aziende prendevano i bollini e versavano il contributo all'ente gestore solo dopo aver effettuato il sopralluogo. Il cittadino pagava il bollino e il manutentore, che in questo è solo l'esecutore materiale di un servizio per il quale non riceve nessun rimborso, girava i soldi all'amministrazione pubblica. Da quest'anno, invece, l'Agenzia ha deciso che le aziende paghino il corrispettivo dei bollini al momento del ritiro».

Insomma, tanto per fare un esempio, se una ditta serve cento clienti e prende cento bollini dovrà versare subito 2mila euro, prima ancora che gli venga pagato il contributo da parte del cliente. «Non possiamo accettare questa modalità - continua Bagnoli - per quanto riguarda i controlli sull'efficienza energetica degli impianti termici le nostre aziende svolgono un servizio di riscossione praticamente gratis, senza venire in nessun modo rimborsati dalla Regione che è il beneficiario dei contributi di autocertificazione. Pensare che debbano anche anticipare dei soldi mi sembra davvero troppo. Anche perché non c'è certezza dell'adesione. Non è obbligatorio fare l'autocertificazione: il proprietario della caldaia può benissimo decidere di non pagare il bollino e di ricevere l'ispezione successivamente. In questo caso, cosa ne farebbero le aziende dei bollini eccedenti? Si tratterebbe di un costo sostenuto e rimasto scoperto, specie se nell'ambito del processo di riorganizzazione regionale del servizio il prossimo anno il gestore fosse diverso e cambiassero le modalità. Per questo chiediamo che l'Agenzia fiorentina per l'energia ripensi alla decisione presa e faccia un passo indietro». Il rischio è che la campagna di controllo dell'efficienza delle caldaie venga bloccata e che i cittadini, in assenza del bollino di autocertificazione, rischino di pagare un costo ben maggiore (cioè 80 euro) per la successiva ispezione da parte dei tecnici incaricati dall'Agenzia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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