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L’Asl: «Può accadere in qualsiasi famiglia»
L’azienda spiega che i tre vivono in autonomia e quella di Avane non è una struttura psichiatrica
EMPOLI. «Il fatto è avvenuto in un’abitazione privata, dove tre utenti della salute mentale convivono dal lontano 1999». Lo sottolinea attraverso un comunicato stampa - l’Asl Toscana Centro, che poi spiega: «Uno dei tre svolge un inserimento lavorativo in un agriturismo, un altro è dipendente part time di una cooperativa sociale. Le tre persone sono ben integrate nel territorio e hanno sviluppato in questi anni buone relazioni sociali con il contesto ambientale - spiegano dalla direzione del dipartimento salute mentale della Azienda Usl Toscana centro».
Il dipartimento evidenzia inoltre il fatto che «a tante persone che soffrono di disagio psichico è anche data la possibilità di avere "una casa da abitare" nell'ambito dei progetti, attivi su tutto il territorio dell’Azienda denominati "Abitare Supportato" . Si tratta di progetti a carattere riabilitativo - già previsti dalla legge Basaglia- nell'ambito dei quali è sempre attivo il monitoraggio da parte dei servizi di salute mentale».
Le persone alle quali è offerta questa possibilità «devono aver raggiunto un livello di autonomia tale che consente loro non solo una vita indipendente ma anche la convivenza con altri. Queste persone pur continuando a fare riferimento ai servizi della Unità funzionale salute mentale adulti che li sostiene nel loro percorso di autonomia sociale ed economica, di integrazione e in base alle necessità, vivono autonomamente».
La Salute mentale infatti «fornisce adeguato supporto alle esperienze di autonomia abitativa, sia attraverso la supervisione continua svolta dal personale del Centro di salute nentale che attraverso una cooperativa di servizi convenzionata che "a fasce orarie" è presente nell'abitazione per fornire sostegno al disbrigo degli atti della vita quotidiana».
Finora non erano mai accaduti fatti di questo genere e l'evento, al momento - come hanno confermato gli inquirenti - non ha motivazioni chiare. Il dipartimento di salute mentale dichiara inoltre «di essere dispiaciuto per i fatti accaduti che saranno accertati dagli organismi competenti» evidenziando però il fatto che «all’interno di un qualsiasi nucleo abitativo, anche non a carattere riabilitativo, possono comunque verificarsi fatti imprevisti e anche negativi».
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