Italia
Vendeva i loculi di famiglia, il Comune gli fa causa
L’uomo aveva messo in piedi un mercato della sepoltura con cartelli e scritture private, ora l’ente si tutela in attesa di capire il destino delle decine di tombe già vendute
MONTESPERTOLI. Vendeva loculi nella cappella di famiglia mettendo su un vero e proprio business della sepoltura. Fino a quando un cittadino non si è presentato in Comune mostrando il documento di concessione del loculo che ha smascherato l'illecito. È successo nel comune di Montespertoli, all'interno del cimitero di San Pancrazio, al centro di un mercato della sepoltura con tanto di cartelli pubblicitari affissi per richiamare l'attenzione degli ipotetici compratori.
Gli affari, per il proprietario della cappella privata, stavano andando bene, tanto che una parte dei loculi era giù stata venduta malgrado la normativa in materia lo vietasse. In barba alla legge, la quale prevede che vengano ospitati all'interno delle cappelle private solamente i componenti della famiglia proprietaria e a titolo gratuito, l'uomo aveva imbastito un servizio parallelo (ed illegale) a quello comunemente svolto dal Comune concedendo agli acquirenti un lotto con tanto di scrittura privata. Tutto filava per il verso giusto finché il meccanismo non si è inceppato. Adesso, infatti, la faccenda è finita nel mirino dei carabinieri, che stanno indagando e il Comune annuncia una causa nei confronti del venditore di loculi e ha incaricato l'avvocato Fausto Falorni (con una spesa pari a 6mila 800 euro) per analizzare a livello giudiziario la vicenda.
Stando a quanto è emerso finora, il proprietario della cappella si era messo proprio di impegno a vendere i lotti: con un costo di circa 2mila euro e opportuna scrittura privata per la concessione dello stesso, aveva imbastito un vero e proprio mercato tanto da essere riuscito a vendere (tra quelli già occupati e quelli comprati per futura necessità) qualche decina di loculi.
Un numero molto alto che adesso passerà al vaglio delle indagini per trovare una soluzione. Un bel giro di affari, probabilmente incentivato anche dai cartelli pubblicitari con cui il cittadino aveva deciso di farsi promozione all'interno del camposanto: con tanto recapito telefonico e scritta per esortare all'acquisto, il commercio di loculi stava riscuotendo un discreto successo. Questo fin quando un cittadino, che aveva acquistato un loculo, non ha deciso di recarsi in Comune per chiedere conferma della validità degli atti di concessione in suo possesso.
È scattata così l'indagine, ai primi di novembre, e oggi a distanza di quasi due mesi, il Comune ha deciso di procedere per vie legali ai fini di tutelare l’ente e chi ha indebitamente comprato un loculo. «All'interno di questa vicenda la parte lesa sono i nostri cittadini - ha spiegato il sindaco Giulio Mangani - abbiamo dunque deciso di dare incarico ad un legale per valutare le azioni da poter intraprendere contro il soggetto per garantire una soluzione che tuteli i cittadini. Dovremmo inoltre capire come comportarci in merito ai loculi già occupati e a quelli comprati per necessità future. Stiamo valutando se concedere delle agevolazioni o meno, ma prima di procedere dobbiamo attendere la sentenza del giudice».
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