Gioco
Palestra chiusa dal Comune
Fucecchio: il provvedimento dopo verifiche sulla piscina e sui titoli per l’esercizio dell’attività
FUCECCHIO. Il dirigente del Comune di Fucecchio Marco Occhipinti ha firmato un'ordinanza per la sospensione immediata dell'attività ludico - motoria - ricreativa della palestra Blu, di via Padre Checchi. Il che vuol dire - in parole povere - che finché i gestori della palestra non si saranno adeguati alle richieste del Comune non potranno riaprire, salvo ricorso al Tar. Il provvedimento è contenuto all'interno di un'ordinanza del 22 dicembre 2016, la numero 114. Palestra che in questi giorni - e fino al 2 gennaio - sarà chiusa comunque, perchè sono in corso dei lavori per la sostituzione delle caldaie.
Poi, dopo il 2 gennaio, si vedrà, anche se i gestori - che non hanno voluto commentare l'accaduto - stanno lavorando per risolvere la situazione insieme agli uffici comunali, allo scopo di non chiudere. Ma perchè il dirigente del settore 3 (Assetto del territorio e lavori pubblici) ha virato per la sospensione dell'attività di una palestra che conta 1200 iscritti? Dall'ordinanza firmata da Occhipinti emerge che il 6 agosto 2016 c'è stato un passaggio di gestione della struttura, che ora è gestita dalla società "La Brasserie de la Ceramique ", con sede a Montelupo. Poi, il 28 novembre, l'Asl Toscana Centro ha effettuato un sopralluogo nel quale attestava la presenza di "anomalie nella gestione della piscina presente", chiedendo al responsabile Sauro Campestrelli " di rispondere in merito alle cause e ai conseguenti interventi di ripristino di ottimali livello igienico sanitari". L'Asl ha poi trasmesso il rapporto agli uffici comunali il primo dicembre. Ma non finisce qui, perchè il 5 dicembre alla Blu è arrivata la polizia municipale che - dopo aver fatto un sopralluogo - ha attestato "che la società La Brasserie de la Ceramique srl svolgeva l'attività di palestra e che, dai successivi riscontri effettuati, detta attività risultava esercitata in assenza del titolo abilitativo previsto dalla vigente normativa, di cui alla legge regionale n°21/2015". L'ufficio attività produttive del Comune - il Suap - ha verificato che in base agli atti in possesso "non è risultato conseguito a nome della società alcun titolo abilitativo per l'esercizio dell'attività ludico-motoria-ricreativa presso la struttura in oggetto".
C'è da dire che la normativa attuale prescrive requisiti specifici sia relativamente ai locali d'esercizio sia in riferimento ai requisiti professionali, personali e gestionali, previsti a tutela degli utenti e della qualità del servizio offerto. Si è così "ritenuto necessario a tutela della sicurezza del pubblico dei frequentatori, disporre la sospensione immediata dell'attività, fino al conseguimento dei titoli abilitativi richiesti dalla normativa vigente". Alla polizia municipale spetterà controllare il rispetto del provvedimento, anche se i gestori hanno tempo di fare ricorso al Tar (entro 60 giorni), oppure al presidente della Repubblica, entro quattro mesi. Ora resta da capire cosa accadrà dal due gennaio in poi, quando la palestra dovrebbe riaprire. (m.s.)
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