Gioco
Commesse non pagate per mesi, scatta la vertenza con il sindacato
Sono cinque ragazze che lavoravano in un negozio di abbigliamento in franchising a Fucecchio. Galgani della Cgil: «Con il licenziamento almeno hanno avuto diritto agli ammortizzatori sociali»
FUCECCHIO. Storia precaria sotto l'albero a Fucecchio, dove da qualche tempo la crisi ha mietuto nuove vittime in una nota realtà commerciale del centro storico, teatro di una nuova battaglia sindacale. A farne le spese cinque storiche commesse del negozio di moda sul corso Matteotti, oggi affiliato alla catena "Piazza Italia" ma fino a qualche tempo fa sito in franchising della Benetton. Il negozio ha mantenuto lo stesso referente che è passato da un franchising all’altro (dunque i due marchi sono estranei alla vicenda).
Le cinque lavoratrici avevano, fra alti e bassi, fatto in qualche modo la storia di quel luogo, punto di riferimento per tutti i fucecchiesi che ancora amano fare compere sul corso, reagendo alle lusinghe dei grandi centri commerciali. A fare la differenza e a portare alle estreme conseguenze la situazione sarebbe stato proprio il passaggio, datato ai primi di giugno, sempre con lo stesso proprietario appunto, da Benetton a Piazza Italia. A segnalare la vicenda è il sindacato, che ha seguito la vertenza fin dall'inizio e all'epilogo ancora incerto, almeno sul fronte della riscossione degli ultimi stipendi e della liquidazione. «E' iniziato tutto con alcuni mesi arretrati: le commesse non ricevevano lo stipendio e continuavano a lavorare - spiega Donatella Galgani, della Filcams Cgil. Una vertenza come tante, ma che ha provocato un piccolo terremoto in centro, dove tutti gli esercenti si conoscono, come anche il giro di clienti affezionati che in vari modi in questi giorni, anche sui gruppi Facebook legati al comune, esprime solidarietà alle ragazze. In tutto questo l'estate è stata l'inizio della fine». «L'ultimo mese pagato è stato agosto - dicono dal sindacato - nel frattempo le ragazze hanno lavorato alcuni mesi senza ricevere stipendio, anche incerte sul da farsi, fino a novembre quando a vertenza avviata è avvenuto il licenziamento per giusta causa. Un atto auspicato anche dalle nostre tutelate e in questo caso doveroso, dato che ha permesso almeno che le lavoratrici avessero diritto a tutti gli ammortizzatori sociali del caso».
Una brutta storia che si colora anche delle tinte fosche della precarietà e della "lotta" fra gli stessi lavoratori. Mentre le commesse non venivano pagate, com'è stato denunciato, altri all'interno del negozio sarebbero stati chiamati a lavorare sotto pagamento a voucher. Oltre al dramma di perdere il lavoro dopo molti anni poi, con tutto quello che ciò rappresenta, per le donne continua la battaglia per la riscossione del Tfr e dei mesi arretrati.
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