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In ritardo i bandi per l’ex Opera Pia

In ritardo i bandi per l’ex Opera Pia

Gli uffici comunali non hanno potuto ancora compilare gli avvisi pubblici per la raccolta dei progetti

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FUCECCHIO. Niente da fare - almeno per questo 2016 - per i bandi per la gestione dei poderi dell'Opera Pia. Gli uffici comunali, infatti, non sono ancora riusciti a realizzare gli avvisi pubblici (non vincolanti) per la raccolta di progetti con lo scopo di recuperare e valorizzare il patrimonio dell'ex Opera Pia. Gli avvisi pubblici sarebbero stati propedeutici alla realizzazione dei bandi veri e propri ma senza i primi non può redigere nemmeno i secondi. Per cui si va al prossimo anno, che si spera sia quello buono per ridare vita ad un patrimonio di 180 ettari, divisi tra 13 poderi. L'assessore all'ambiente Silvia Tarabugi si è dimostrata fiduciosa:«Non ce l'abbiamo fatta per il 2016, nonostante avessi detto che avremmo pubblicato gli avvisi pubblici tra settembre e dicembre di quest'anno. Tuttavia gli uffici hanno avuto molte cose da fare e quando ne devi fare molte devi procedere per priorità, come i contributi per le nuove aperture, le iniziative natalizie o il nuovo regolamento per il mercato. Ma il nostro progetto non è assolutamente abbandonato, confido di riuscire a fare qualcosa nei prossimi mesi». Il patrimonio dell'ex Opera Pia Landini-Marchiani, passato al Comune di Fucecchio nel 1999, è formato da 13 poderi, tutti con casa colonica, per circa 180 ettari complessivi (di questi, 112 sono stati dati in gestione al Consorzio Forestale delle Cerbaie). Il centro aziendale principale è denominato "Fattoria", nel quale ci sono due unità immobiliari con terreni di limitata estensione ed alcuni appezzamenti posti nelle immediate vicinanze. Oltre alla Fattoria appartengono al bene altri 10 fondi, con fabbricati, di estensione diverse: da quelli più modesti, inferiori anche ai 5 ettari, a quelli più grandi integrati dalla presenza del bosco. Lo stato di conservazione dei manufatti è molto variabile con la maggior parte di essi da considerarsi ormai allo stato di rudere. Negli ultimi anni, infatti, alcuni terreni sono stati oggetto di colture ma nessun intervento ha riguardato gli immobili che, in alcuni casi, potrebbero rappresentare un'importante opportunità di sviluppo per questo territorio. L'amministrazione ha promosso un processo partecipativo (finanziato dalla Regione) per capire quale potrebbe essere il destino di questo immenso quanto problematico patrimonio.(m.s.)

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