La protesta
Fucecchiese da record dona sangue 250 volte
Aldo Bini, 67 anni, festeggia e lancia un appello ai giovani «Seguite l’esempio, bastano costanza e buona volontà»
FUCECCHIO. Per un po' aveva quasi temuto di non farcela. Vuoi per l'età, vuoi per quell'operazione che giocoforza lo aveva costretto a tirare il freno, Aldo Bini si era quasi rassegnato a chiudere la "carriera" con un bilancio comunque di tutto rispetto. Alla fine, invece, il recente innalzamento dell'età massima da 65 a 70 anni gli ha spianato la strada, permettendogli di acciuffare quel traguardo divenuto ormai una sfida con sé stesso. È il traguardo delle 250 donazioni: 250 volte nelle quali Bini, 67 anni, fucecchiese originario di Galleno, ha donato sangue o plasma al Centro trasfusionale di Fucecchio.
Un obiettivo festeggiato con tanto di torta, spumante e pasticcini nella corsia dell'ospedale. «È un traguardo che mi ero posto e alla fine ce l'ho fatta» dice Bini, divenuto donatore per la prima volta nel 1978 all'età di 29anni. «Tutto iniziò con don Gino Menichetti, parroco di Galleno, che per la prima volta promosse la nascita del Gruppo Fratres della frazione - ricorda Bini -. Insieme ad un gruppo di amici decidemmo di iscriverci tutti». Era solo l'inizio di una pratica che Bini (gruppo sanguigno A positivo) ha portato avanti con passione e dedizione invidiabili: dalle 12 alle 15 donazioni agni anno: «Nei momenti migliori anche una ogni tre settimane - spiega - almeno fino a quando non ho dovuto rallentare, soprattutto a causa di un intervento al quale ho dovuto sottopormi. Ad ogni modo, quando ho raggiunto quota 200 mi sono posto l'obiettivo di arrivare a 250». Nel tempo, del resto, Ando Bini è diventato uno dei punti di riferimento fissi per il Centro trasfusionale di Fucecchio, dove è stato anche uno dei primi a sottoporsi alla donazione plasmaferesi non appena l'ospedale si dotò dell'apposita strumentazione. Anche allora Bini non si tirò indietro e dette subito la propria disponibilità.
«Per me è sempre stata un'abitudine - dice - alla fine si tratta di dedicare un'ora al mese o poco più». Alla festa era presente anche la dottoressa Antonella Piccini del Centro trasfusionale fucecchiese, insieme al presidente dei Fratres di Galleno e Pinete Rocco Santillo e al responsabile per la provincia di Pisa Angelo Schiavetti, che per l'occasione hanno portato a Bini anche una torta "marchiata" con il logo dei Fratres. Una festa da incorniciare, con l'ennesima donazione che da sola vale 250 candeline.«Ogni tanto trovo giovani alle prime donazioni che mi guardano stupiti e increduli - racconta Bini -. A tutti dico che alla fine basta un po' di costanza e di buona volontà. Secondo me la donazione dovrebbe essere pubblicizzata, soprattutto fra i ragazzi delle scuole superiori ma anche fra i tanti stranieri che vivono nel nostro territorio e che, pian piano, cominciano ad avvicinarsi a questa pratica. È anche un modo per tenere sempre sotto controllo il proprio stato di salute».
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