Gioco
Due assalti in 24 ore, baristi di Empoli assediati dalla criminalità
Prima il raid dei vandali, poi il furto di soldi e gratta e vinci. I carabinieri indagano per fare luce sugli episodi seriali
EMPOLI. Neanche il tempo per riordinare il locale, di leggere sul giornale il proprio sfogo di fronte all’ennesimo raid di una catena infinita. Passano meno di 24 ore e c’è da fare una nuova conta dei danni, da denunciare l’episodio (stavolta un furto) ai carabinieri. Da rimettere a posto il bar.
Lo chalet Pineta di piazza Ristori non trova pace. Proprio venerdì 9 dicembre avevamo raccontato di sedie lanciate sul tetto, di tavoli e giochi distrutti. Con lo sfogo dei titolari, Dino Bartolini e suo figlio Antonio: «Va avanti così da anni - avevano sottolineato amaramente - nessuno ci aiuta e ora abbiamo perso anche la voglia di lottare». Parole pesanti come macigni, che però non hanno impietosito i malviventi. Perché dopo i vandali, stavolta sono entrati in azione i ladri, con un colpo che ha il sapore della beffa, ma anche della sfida. E che dimostra, ancora una volta, la vulnerabilità - a dispetto della posizione - di un locale che si trova in piazza Ristori, nel cuore della città, in una zona tutt’altro che isolata, a due passi dal lungarno Dante Alighieri e da piazza Matteotti, anch’essa ridotta abbastanza male, come raccontiamo nell’altra pagina.
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«Ci risiamo». Antonio e Dino guardano con un sorriso amaro taccuino e macchina fotografica. Il copione ormai lo conoscono bene. Raccontano l’ennesima notte passata in bianco. Hanno già risistemato (quasi) tutto: «L’allarme ha iniziato a suonare intorno alle 3». Antonio mostra la porta spaccata dai ladri. Ormai tutti gli infissi dello Chalet portano i segni lasciati dai malviventi, così come i tavoli e le sedie all’esterno hanno le “cicatrici” causate dai vandali: «L’agente della vigilanza - sottolinea Dino - si trovava in via Sanzio». Insomma, a un chilometro di distanza. Si è subito diretto verso piazza Ristori, ma quando è arrivato non c’erano più tracce dei ladri. Che con un piede di porco hanno messo ko la porta, si sono diretti dietro al bancone, hanno spaccato la cassa, «quando bastava premere un bottone». E si sono presi i pochi spiccioli che hanno trovato all’interno. Poi hanno messo le mani sui gratta e vinci, hanno afferrato qualche confezione di patatine e se ne sono andati.
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Un blitz-lampo: «Ormai - dice Dino allargando le braccia - non so più che cosa dire». Il furto è stato denunciato ai carabinieri della compagnia di Empoli. Che hanno avviato le indagini per fare luce sulla vicenda. Vogliono capire per quale motivo il bar è finito nel mirino delle bande. Forse per la sua collocazione, perché è “libero” sui quattro lati, che si affacciano direttamente sulla piazza, senza particolari protezioni: insomma, basta forzare una porta e il gioco è fatto. O quasi. E, per lo stesso motivo, diventa facilmente teatro di vandalismo di parte di gang di ragazzini che prima si scolano bottiglie di alcolici (poi abbandonate intorno al bar), per poi divertirsi a spaccare di tutto, consapevoli di farla franca.
Ma le forze dell’ordine vogliono anche escludere che ci sia dell’altro. Che lo Chalet - per esempio - sia finito nel mirino di qualcuno, che dietro alla raffica di furti e vandalismi ci sia la stessa mano (o la stessa mente).
Tutte ipotesi che sono al vaglio dei militari di via Tripoli, che dopo l’ennesimo sopralluogo, hanno dato una ulteriore accelerata alle indagini.
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