Gioco
Quasi raddoppiate le richieste di aiuto
Secondo i dati del centro d’ascolto all’Arciconfraternita, gli utenti sono sempre più italiani
EMPOLI. Vincono la vergogna, l’imbarazzo e bussano alle porte di chi può dare loro una mano. Magari anche solo per un giorno, per avere un pasto caldo o qualche indumento da indossare. Sono i bisognosi, gli indigenti, ma anche persone qualsiasi che improvvisamente si sono trovate in difficoltà economica. Ecco i nuovi poveri che hanno deciso di chiedere aiuto al centro di ascolto della Misericordia di Empoli. Sempre più persone e soprattutto sempre più italiani sono andati in cerca di una mano tesa dall’Arciconfraternita di via Cavour negli ultimi mesi. I dati statistici presentati ieri raccolgono le attività svolte dal centro Emmaus e dal centro di ascolto dal primo novembre 2015 al 31 ottobre 2016. Numeri che mostrano un vero e proprio boom degli utenti al centro di ascolto che sono stati 1.321. Sono 650 quelli abitudinari che si presentano per almeno 4 volte all’anno. 671 quelli occasionali, di questi c’è stato un vero e proprio boom. L’anno scorso erano stati solo 400, si è registrato dunque un incremento sostanzioso come non si vedeva da tempo. E gli utenti sono sempre più italiani, il 41% della fetta, il 28% proviene invece dal Marocco, il 20% della Romania, il 9% sono africani e il 2% di altre nazionalità. Lo scorso anno gli italiani che avevano chiesto un aiuto erano solo il 36%.
«Questo aumento si percepisce anche senza guardare i numeri – spiega Fabrizio Sestini, direttore della Misericordia – sono sempre più le persone che hanno bisogno di una mano e che si presentano da noi per la prima volta». In tutto la Misericordia ha fornito 4.845 pacchi alimentari, di cui 458 consegnati a domicilio. Inoltre sono stati acquistati anche 25 pacchi alimentari per l’infanzia, 5 kit per la nascita e sono stati acquistati 115 medicinali. In crescita anche i numeri del centro Emmaus che ha fornito in un anno quasi 12.000 pasti circa 52 al giorno, consegnandone 4.000 a domicilio. Alla casa albergo sono stati distribuite 9.000 colazioni, 20.000 invece i capi d’abbigliamento donati a chi si trova in difficoltà. In più c’è anche il servizio per lavare e stirare i capi: in un anno sono stati puliti e messi in ordine circa 6.500chili di indumenti.
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