Il Tirreno

Empoli

Vince il No dove spira il vento della Lega e ci si sente dimenticati

di Marco Sabia
Vince il No dove spira il vento della Lega e ci si sente dimenticati

Il risultato controcorrente nelle frazioni di Querce e Galleno Calugi: «Un voto di pancia in una fase di disorientamento»

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FUCECCHIO. Il referendum a livello nazionale ha visto il trionfo del No, mentre negli undici Comuni dell'Empolese Valdelsa ha registrato ampio consenso per il Sì. C'è però una zona di questo territorio che conta 170.000 abitanti che è andata controcorrente, riportando percentuali per il No molto simili a quelle nazionali, ma in totale opposizione rispetto a quelle locali. Il riferimento va alle sezioni 19 e 20 di Fucecchio, quelle di Galleno e Querce, dove il No si è attestato rispettivamente al 59.29% e al 60.73%. Qui i voti totali sono stati 1279, di cui 767 per il No. Si tratta di sezioni storicamente "ribelli", dove già in passato si sono registrati voti non in linea con la media locale. Ad esempio alle regionali del 2015 dalle sezioni 19 e 20 emerse un inatteso exploit per la Lega Nord, che divenne il primo partito, battendo anche il Pd. Senza dimenticare i tantissimi voti per Forza Italia e Movimento 5 Stelle alle politiche del 2013. Tutto questo in Comune storicamente governato da amministrazioni di sinistra o centro-sinistra, nel quale il Sì ha prevalso col 55.48%.

Quindi cosa accade in queste due sezioni "particolari? Perché vanno sempre in controtendenza rispetto al sentore comune locale? Per capirlo ci siamo recati sia a Querce che a Galleno. Si tratta di due frazioni periferiche del Comune di Fucecchio, l'una dista dall'altra nemmeno cinque minuti. E - anche qui - il giorno dopo si parla quasi esclusivamente di referendum, il classico bar sport del lunedì per stavolta è rimandato. «Stamani (ieri ndc) - racconta il macellaio Enzo Pinelli - ho visto tanti contenti ma fra chi ha votato Sì c'è delusione. Non so perchè abbia prevalso il No, forse è stato un voto di protesta». Ma c'è anche chi prova a spiegare la diversità di Querce e Galleno con motivazioni territoriali. E' il caso di Vittoria Pellegrini:«Ad esempio qui a Galleno siamo parte del Comune di Fucecchio ma a livello di mentalità siamo più vicini alla Lucchesia, dove storicamente c'è una cultura di centro-destra».

Ma non solo: tanti si sentono in una terra dimenticata, lontana dagli interessi di chi amministra la cosa pubblica. Dove da troppo tempo imperversano spacciatori e giri di prostituzione . Che non hanno portato i residenti a votare volentieri per le amministrazioni di sinistra che dal dopoguera in poi si sono succedute in municipio. E poi c'è anche Fabio Calugi, ex consigliere comunale del Pdl e spesso recordman di preferenze, che però non vuol sentir parlare di voto politico:«Una componente di protesta c'è sempre stata: paradossalmente anche Renzi alle primarie, alle europee e alle comunali venne premiato, quando impersonava il ruolo del rottamatore. La gente ha votato No anche senza campagna elettorale sul territorio, che è stata fatta solo da quelli del Sì. Io, però, penso che ci sia stato anche un certo disorientamento degli elettori locali per quanto riguarda la parte politica di riferimento, che ha portato tanti a votare di pancia».

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