Il Tirreno

Empoli

La banda piomba col suv nel bar e lo distrugge

di Francesco Turchi
La banda piomba col suv nel bar e lo distrugge

Sesto colpo in 13 mesi, Masetti chiede un incontro al prefetto, Confesercenti: «Ora intervenga Eni»

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MONTELUPO. Lo sguardo fisso su una montagna di... distruzione. Gli occhi stanchi che raccontano una notte in bianco, l’ennesima per colpa dei ladri. La voce bassa di chi non ce la fa più, perché la conta dei danni e degli ammanchi l’ha già fatta 5 volte in 13 mesi (un sesto tentativo è fallito e un altro furto risale al 2014). E stavolta il conto è maledettamente più salato. Sul volto di Carla Cappelli, che gestisce insieme al marito Luca Tognetti l’area di servizio Eni sulla Tosco Romagnola a Fibbiana, c’è un mix di rabbia e disperazione, mentre ripete - ai clienti di sempre e agli amici arrivati a sostenerla - il solito copione: orario, in quanti erano, come hanno fatto, cosa hanno preso (bottino da svariate migliaia di euro). Non si arrende neanche stavolta, «d’altra parte qui lavoriamo in sette: noi due, mio genero e quattro dipendenti, che stanotte sono piombati qui, appena hanno saputo, per darci una mano. Ma tanto il problema è sempre il solito. Anche se il prendono questi delinquenti, poi il giorno dopo sono fuori. L’ho detto anche al sindaco, che è venuto a trovarci, come del resto glielo avevo detto anche in passato: qui servono più controlli».

Il colpo. Stavolta l’allarme nell’area di servizio sulla Tosco Romagnola è scattato all’1.04, un orario in cui peraltro, la Statale in teoria è tutt’altro che deserta. La banda è arrivata a bordo di un suv rubato, che è stato lanciato - in retromarcia - contro la vetrata, e ha distrutto il bar. I ladri hanno ripulito la cassa, fatto razzia di gratta e vinci e sigarette. E sono fuggiti. Tutto questo in appena 90 secondi. Hanno atteso il passaggio dell'agente di un istituto di vigilanza privato, per poi entrare in azione. Le telecamere dell'impianto di videosorveglianza hanno ripreso tutta la scena, ma i banditi hanno agito a volto coperto e difficilmente le immagini saranno utili ai fini delle indagini. Dopo aver lanciato il suv contro la vetrata, in tre hanno fatto irruzione all'interno del locale, mentre un quarto complice è rimasto all'esterno a fare il "palo". In un minuto e mezzo hanno portato via di tutto e poi sono fuggiti a bordo della stessa auto utilizzata per la spaccata, lasciandosi alle spalle danni per decine di migliaia di euro.

Incubo senza fine. Tutto questo a distanza di meno di tre mesi dall’ultimo assalto: in quell’occasione, i malviventi si erano armati di tombini e picconi per abbattere la porta appena riparata dai proprietari dopo un precedente furto, e fare irruzione, per poi scappare con un bottino di cinquemila euro tra sigarette e gratta e vinci. Si trattava del quinto furto in un anno, al quale va aggiunto un altro tentativo, fallito.

La rabbia. «Dalle telecamere - spiega Carla - si vede tutto, ma sono incappucciati. Quanto hanno preso? Non lo so. Sicuramente la cassa e poi guardate là», dice indicando l’angolo dei tabacchi e dei gratta e vinci. Nel frattempo i carabinieri hanno visionato le immagini delle telecamere e avviato le indagini. Non è escluso che si tratti della stessa banda (con lo stesso suv), che ha già messo a segno colpi simili in zona.

Più sicurezza. Intanto il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, è andato a trovare i gestori dell'impianto per portare loro la solidarietà dell'amministrazione comunale: «A questa vicenda - sottolinea - si aggiunge il recente furto in un'abitazione di Turbone ed eventi analoghi accaduti nei mesi scorsi. Si tratta di un fatto grave, di per sé; ancora più problematico perché reiterato nel tempo. Posso solo immaginare lo sconforto dei gestori che ogni volta trovano danneggiata la propria attività e devono ricominciare tutto di nuovo. Sono andato a far loro visita e a portare, per quanto possa essere utile, la solidarietà dell'amministrazione comunale. La mia azione non si fermerà qui. Chiederò nuovamente un incontro al prefetto Alessio Giuffrida. In primo luogo per avere, dati statistici alla mano, un quadro della situazione di Montelupo in merito alla sicurezza; e, in seconda battuta, per comprendere meglio se questi fatti siano riconducibili a un aumento della criminalità che interessa la nostra area o se rientrino tra quegli eventi, gravi e comunque non auspicabili, che interessano fisiologicamente ogni territorio. È opportuno definire azioni e interventi da attuare affinché i cittadini non vivano in un clima di insicurezza».

Fare di più. Il responsabile di Confesercenti, Lapo Cantini e quello della Faib Firenze, Romano Tinti, intanto «chiedono alla proprietà, (Eni) di rompere gli indugi e provvedere, quanto prima, a mettere in sicurezza l'impianto, utilizzando, allo scopo, strumenti e tecnologie da tempo esistenti sul mercato». Poi aggiungono: «Fa bene il sindaco a chiedere l'intervento del prefetto, ma senza un intervento importante e risolutivo da parte della compagnia, risulterà comunque difficile mettere i gestori in condizione di lavorare con fiducia e tranquillità. Insisteremo su questo tasto anche nella consapevolezza che, vista l'impressionante ripetitività degli episodi, da un punto di vista meramente economico convenga mettere in sicurezza l'impianto anziché lasciarlo in balia di ogni balordo di passaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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