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Empoli

«Stalker libero, sono terrorizzata»

«Stalker libero, sono terrorizzata»

La donna affrontata da un imprenditore (suo ex) con la pistola: «Vi racconto il mio inferno, non c’è giustizia»

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EMPOLI. «Ha reso la mia vita un inferno. Mi ha minacciata di morte, insultata, pedinata, spiata con un binocolo. È entrato in casa mia di nascosto per vedere se ero a dormire lì o altrove . È venuto nel negozio dove lavoro armato di pistola carica, con cinque colpi in canna. Lo hanno arrestato e - proprio nel giorno della giornata mondiale contro la violenza sulle donne - il giudice ha disposto nei suoi confronti il semplice divieto di avvicinarsi a meno di trecento metri da me. Non c’è giustizia. E ora sono terrorizzata».

Gli occhi sono gonfi di lacrime e paura. Ha accanto il fidanzato, con il quale sta cercando di ricostruirsi una vita, lontana da quell’imprenditore empolese settantenne, con il quale la donna, ha avuto una relazione per anni. Poi ha deciso di lasciarlo e da allora le ha reso la vita un inferno: «Sa cosa mi ha sempre detto? “Posso comprare qualsiasi cosa, ho sempre avuto tutto: non posso accettare di non avere te”».

E l’ha tempestata di sms a qualsiasi ora, l’ha seguita fino a casa, mentre usciva con le amiche, al ristorante, a lavoro: «Una presenza costante, un incubo. Ho provato a convincerlo in tutti i modi che era finita, ma non l’ha mai voluto accettare. Mi pedinava anche quando stavamo insieme, ma dopo la fine della nostra storia la situazione è diventata insostenibile. E quando ha scoperto che mi vedo con un altro uomo, la situazione è degenerata: ha minacciato di ucciderci entrambi, o di suicidarsi, ha ripetuto più volte che qualcuno in questa storia sarebbe morto. È tutto documentato».

Nei mesi scorsi la donna ha presentato una serie di denunce. Fino a martedì scorso, quando lui è andato nel negozio dove lavora lei: «Mi ha fissato per dieci minuti, con uno sguardo assente. Poi ha messo la mano in tasca, gli è caduta la pistola. Io ho fatto finta di non rendermene conto. Ho preso il cellulare, l’ultimo numero in memoria era quello di un poliziotto al quale avevo raccontato tutto. Ho fatto partire la chiamata, mi sono rifugiata sul terrazzo e ho chiesto di mandare subito una volante. Lui nel frattempo è uscito. Ha portato la pistola in macchina ed è rientrato. Ha iniziato a dire che quell’arma era un giocattolo... Poi è uscito e quando è arrivata la polizia l’ha bloccato per strada. Aveva la pistola sul sedile con cinque colpi in canna». L’imprenditore empolese è finito ai domiciliari per atti persecutori e porto illegale di arma; poi il gip Francesco Bagnai, ha convalidato l’arresto, ha disposto la scarcerazione in attesa del processo. Nel frattempo non dovrà avvicinarsi alla donna: «Tante volte mi ha detto “te non sai chi sono io, quanto sono potente”. Ho trovato la forza di denunciarlo, più volte, ma non è servito a molto. Mi sento in pericolo. Ringrazio la polizia - sottolinea la donna - che mi ha aiutata. Ma è inutile parlare tanto di lotta alla violenza contro le donne e fare iniziative in questo senso, se poi la legge non ci tutela».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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