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Belli (Sunia) «Serve un’agenzia specializzata»

Belli (Sunia) «Serve un’agenzia specializzata»

Dal fronte degli inquilini arrivano le parole di Franco Belli (nella foto), segretario zonale del sindacato Sunia, che vede il bicchiere decisamente mezzo vuoto: «Il 90% degli sfratti è dovuto alla...

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Dal fronte degli inquilini arrivano le parole di Franco Belli (nella foto), segretario zonale del sindacato Sunia, che vede il bicchiere decisamente mezzo vuoto: «Il 90% degli sfratti è dovuto alla morosità incolpevole, nella mia esperienza ho perso il conto di casi del genere. Gente che perde il lavoro, che ha problemi di salute e che non può più pagare. La maggioranza è composta da stranieri ma rispetto ad una volta la percentuale di italiani continua a salire. E non c'è una "ripresina", anche se spesso ci dicono che la situazione è migliorata perché ci sono meno domande per gli alloggi popolari. Ma le richieste sono minori perché i regolamenti sono cambiati, c'è stato un giro di vite, specie per quanto riguarda gli stranieri. E poi - continua - si arriva al paradosso che mentre tante persone chiedono la casa popolare ci sono tantissimi alloggi sfitti, sia nel pubblico che nel privato. I privati spesso non affittano perché hanno paura di non essere pagati e di non poter liberare l'appartamento, mentre nel pubblico gli investimenti sono fermi e gli appartamenti sono inservibili e rimangono vuoti. Bisognerebbe sfatare alcuni falsi miti, come quello della famiglia con figli che non può essere sfrattata; non è così, ci vuole tempo, magari invece che 15 mesi ne servono 22. Per fortuna fino ad ora la piaga delle occupazioni qui nell'empolese non si è presentata ma non è più l'isola felice di una volta». Belli, poi, propone una soluzione: «Ci vorrebbe un'agenzia della casa per quanto riguarda la nostra zona, che serva a garantire il proprietario che affitta e lo invogli quindi a dare in locazione il proprio immobile, magari sottoscrivendo contratti con un canone inferiore, perché è chiaro che se in una famiglia di due giovani uno lavora e prende 1.000 euro non può pagarne 600 di affitto». (m.s.)

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