Gioco
«Senso d’appartenenza per alzare la testa insieme ai nostri tifosi»
EMPOLI. Incarnare il derby. Già, Giovanni Martusciello è l’uomo-simbolo di Empoli-Fiorentina, almeno sulla sponda azzurra. Ora si appresta a vivere questa sfida per la prima volta da allenatore e le...
EMPOLI. Incarnare il derby. Già, Giovanni Martusciello è l’uomo-simbolo di Empoli-Fiorentina, almeno sulla sponda azzurra. Ora si appresta a vivere questa sfida per la prima volta da allenatore e le emozioni sono sempre forti. «È una partita particolare – dice il tecnico – siamo consapevoli di confrontarci contro una squadra molto forte e poi per noi è un derby. Credo che lo sia anche per loro, visti gli ultimi due confronti, e non verranno qui con la mentalità dello scorso anno. Hanno idee e numeri importanti, vanno affrontati col piglio giusto. In questo senso la parola derby racchiude gli aspetti che dobbiamo mettere in questa gara: aggressività e senso di appartenenza. Sappiamo che una vittoria può aprirci una strada importante».
E i suoi precedenti evocano dolci ricordi. «Il mio vissuto da calciatore è storia vecchia – dice – era il 1997 (e Martusciello al Franchi segnò il gol partita allo scadere, ndc). Di quella esperienza ho ricordi positivi e col passare del tempo realizzo sempre di più quanto di buono abbiamo fatto in quella partita. Quella gara mi ha permesso di diventare un giocatore simbolo. Ma questa la vivo come qualsiasi vigilia, pur essendo consapevole che il popolo empolese ci tiene molto e per questo dobbiamo fare una prestazione importante, anche per avvicinarci al nostro obiettivo. Mi sento empolese e vivo con tensione la gara, ma la tensione si deve trasformare in serenità in vista di questo evento». Lui protagonista sul campo e in panchina, con Giampaolo, delle vittorie più belle, racconta cosa ruberebbe a quelle sue squadre, eroiche per i tifosi. «Intanto ruberei il risultato – afferma Martusciello – poi in quelle due partite il comune denominatore è stato il senso di appartenenza. Vogliamo fare risultato, far sì che noi empolesi, che siamo in netta minoranza, si possa alzare la testa contro i cugini più forti e più bravi».
Per farcela, però, servono determinate caratteristiche. «Dobbiamo tenere presente da dove veniamo – spiega – gli ultimi risultati ci hanno detto che qualcosa è cambiato, già col Napoli si era visto. Dobbiamo continuare così senza abbattersi per le sconfitte e senza esaltarsi per le vittorie». L’errore più grave però sarebbe sottovalutare un avversario di grande livello. «I risultati della Fiorentina sono stati inferiori all’anno scorso, ma il gioco è pari a quello di altre big. Hanno meno punti di quanto meritino». Pochi i dubbi sulla squadra. «Croce sta bene, ci sarà. Formazione tipo? Si, ci siamo arrivati, ho almeno dieci undicesimi. Dalle esperienze negative si diventa più forti, noi ne abbiamo subite diverse e siamo cresciuti».
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