Il Tirreno

Empoli

Se non fai acquisti non sei più socio

di Marco Pagli
Se non fai acquisti non sei più socio

Una lettera di Unicoop ai tesserati “inattivi” nel 2016

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EMPOLI. Quasi 20mila soci Unicoop nell'Empolese Valdelsa rischiano di decadere dall'inizio del prossimo anno. Si tratta di coloro che finora, nell'arco del 2016, non hanno mai utilizzato la propria tessera per fare la spesa o non hanno partecipato ad almeno una delle assemblee delle sezioni soci e che non hanno posizioni finanziarie aperte.

In totale, in Toscana, le persone che hanno ricevuto questa comunicazione sono duecentomila. Chi sono? Chiamiamoli “dormienti”: sono le persone che si sono iscritte alla cooperativa ma dal primo di gennaio scorso non hanno fatto acquisti, né partecipato alle pratiche sociali.

Può accadere? Sì. Lo dimostra questo numero così alto di destinatari. E come è possibile? Immaginate di aver acquistato più tessere in famiglia ma di utilizzarne solo una, per esempio. Oppure immaginate di aver traslocato, giusto un anno fa, cambiando città o semplicemente quartiere, e rivolgendovi a un altro supermercato. Sono solo due esempi, per spiegare che quello che appare raro non lo è per forza.

La lettera ha toni perentori e qualcuno non l’ha gradita. Ma con il passare delle ore, verifica dopo verifica, è emerso che è, almeno, un gesto di correttezza e di apertura verso i duecentomila toscani (e i ventimila dell’Empolese Valdelsa). Il senso non è quello di una porta che si chiude. E anzi è una mossa per tentare di “recuperare” chi non si fa vivo da un anno.

Il provvedimento è frutto di un decreto del settembre 2014 con il quale il governo ha voluto riformare il mondo della cooperazione con norme volte al coinvolgimento attivo dei soci. In particolare nel decreto viene imposto alle cooperative di inserire nello statuto una clausola di esclusione nel caso in cui il socio non abbia preso parte alla vita associativa, non abbia acquistato beni o servizi oppure non abbia rapporti finanziari (come ad esempio il prestito sociale) con la cooperativa.

La contromisura adottata da Unicoop Firenze è stata quella di inviare lettere a tutti i soci “inattivi” con due mesi di anticipo per non arrivare al primo gennaio prossimo con una carta che non è più valida e di fatto un'espulsione automatica dalla compagine sociale. «Siamo gli unici in Toscana ad aver preso questa iniziativa a tutela dei nostri soci - spiegano Claudio Vanni dell’ufficio relazioni pubbliche di Unicoop - quando in realtà non eravamo costretti a farlo. Sarebbe bastato informare direttamente nei nostri punti vendita o sul sito internet. Ma abbiamo voluto andare oltre e questo ha avuto anche un costo, visto che stiamo parlando di 200mila lettere a livello regionale. L'inserimento della clausola di esclusione ci è stata imposta dal decreto e non è una nostra decisione. Noi siamo una cooperativa e la nostra tessera non è una carta fedeltà, ma un atto di adesione».

La tessera Coop nell'Empolese Valdelsa è quasi plebiscitaria. In tasca, infatti, ce l'ha quasi l'80% dei cittadini. Solo nei comuni dell'Empolese i soci sono 57mila. Considerando anche Fucecchio e la Valdelsa si superano i 100mila. In molti casi in una famiglia le tessere sono più di una, a volte una per ciascun componente. È più che possibile che qualcuna di esse venga usata più di rado.

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