Sicurezza
Pedopornografia, cinque arresti e 30 denunciati. C'è anche un bagnino - Video
Sequestrati migliaia di video. A Certaldo è finito nell'inchiesta un operaio, a Massa un bagnino. La polizia postale si è mossa dopo la denuncia di un livornese
FIRENZE. Trovati con video pedopornografici. Cinque uomini sono stati arrestati dalla polizia postale della Toscana, (che al momento non ha fornito le generalità) altri 30 sono denunciati. Tra loro un operaio di Certaldo di 50 anni e un bagnino di Massa. Gli indagati sono 44 in Italia e altri 120 tra Europa e America. La polizia postale ha sequestrato diecimila video. In alcuni filmati compaiono anche bambini di cinque anni. L'inchiesta è stata avviata un anno fa dalla denuncia di una persona di Livorno che dopo aver scaricato un file musicale pirata tramite un sito web, si era ritrovato invece un video pedopornografico.
Le perquisizioni sono avvenute in Veneto, in Lombardia, in Toscana, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia. In Toscana sono scattate due perquisizioni ad Arezzo che hanno permesso di arrestare un disoccupato di 40 anni.
Tra loro, si registrano 3 disoccupati tra i 40 e i 53 anni, 5 operai tra i 34 e i 65 anni, 6 commercianti tra i 32 e i 53 anni, 2 chimici rispettivamente di 61 e 62 anni, 2 artigiani rispettivamente di 45 e 56 anni, 4 pensionati tra i 73 e i 41 anni - quest’ultimo invalido civile - 1 operatore call center di 44 anni, 1 addetto alla ristorazione di 27 anni, 1 addetto al noleggio di auto di 36 anni, 1 metalmeccanico di 48 anni, 1 addetto al settore agricolo di 39 anni, 1 panettiere di 50 anni, 1 litografo di 41 anni, 1 cassiere di 41 anni, 1 meccanico di 37 anni, 1 portiere d’albergo di 41 anni, 1 responsabile di sistemi informativi di 40 anni, 1 magazziniere di 50 anni, 1 addetto al settore alberghiero di 42 anni, residenti tra le regioni Toscana, Lombardia, Veneto, Trentino Alto-Adige, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia.
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L’operazione viene dopo quella dell’ottobre 2013 che consentì di trarre in arresto 3 persone e di denunciarne 17, sequestrare ingente materiale pedo e individuare 1500 account di posta elettronica in uso a soggetti di diverse nazionalità, utilizzati per scambiare file multimediali di pornografia minorile.
Attraverso l’Interpol verranno interessate le polizie dei paesi stranieri dove sono avvenute le connessioni da parte di quelle persone che hanno divulgato i file contenenti le immagini pedo in modo da procedere nei loro confronti secondo gli accordi previsti dalla convenzione di Lanzarote.
Le sequenze riguardanti gli abusi sessuali sui minori contenuti nei files di immagini e video, saranno caricate sul database dell’Interpol denominato International Child Sexual Exploitation, nel tentativo di arrivare all’identificazione dei minori abusati e di acquisire elementi su possibili altri responsabili degli abusi.
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