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sindaco per 20 anni

Funerali in piazza oggi pomeriggio per Marcello Masini

Funerali in piazza oggi pomeriggio per Marcello Masini

CERTALDO. Oggi alle 14,30, in piazza Boccaccio, si terranno i funerali di Marcello Masini, il partigiano "Catullo", sindaco di Certaldo dal 1956 al 1975. Un lutto che segue quello per la perdita...

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CERTALDO. Oggi alle 14,30, in piazza Boccaccio, si terranno i funerali di Marcello Masini, il partigiano "Catullo", sindaco di Certaldo dal 1956 al 1975. Un lutto che segue quello per la perdita della moglie, Miretta Busia, staffetta partigiana, scomparsa il 31 ottobre. Marcello e Miretta erano sposati dal 1950.

Con Marcello Masini, nato nel 1925, se ne va la figura più rappresentativa, longeva e attiva delle istituzioni certaldesi del secondo Novecento. Un uomo che ha dedicato la sua intera vita alla collettività e alle cause di libertà, democrazia, giustizia sociale. E tantissime sono state le manifestazioni di cordoglio, dal Pd, all’Anpi, alle istituzioni.

Dopo avere seguito la "ricostruzione" come sindacalista, Masini diventa sindaco di Certaldo negli anni del boom economico italiano. Il suo impegno di primo cittadino è volto a realizzare quelle promesse di uno sviluppo educativo, culturale ed economico equo e solidale, in linea con l'impegno della lotta di Liberazione, promesse che la scarsa autonomia comunale e lo scollamento tra enti locali e apparato statale ostacolava. Negli anni del suo mandato si attiva per favorire la diffusione di cure mediche accessibili, i servizi educativi con la creazione della scuola materna e del primo asilo nido, i libri di testo gratuiti, lo scuolabus, la mensa popolare per i lavoratori, l'assistenza domiciliare per gli anziani. Ma è molto attivo per la rinascita delle attività culturali, con la creazione del Centro Studi per l'Ars Nova Italiana del 300 - dove si sono formati tanti studiosi e virtuosi di musica medievale - l'impegno per il recupero di Certaldo Alto, la creazione del gemellaggio con il Comune di Neuruppin. Masini è sindaco anche il 4 novembre 1966, quando l'Elsa esonda e si trova a dover coordinare la macchina dei soccorsi, con l'acqua che all'improvviso sommerge vaste zone periferiche e danneggia insediamenti agricole industriali, ma anche parte dell'abitato urbano, soprattutto in zona campo sportivo.

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