Attenzione
Soldi per la ricerca di nuovi materiali
Con l’aiuto della Regione l’Asev spenderà quasi 400mila euro per aiutare le aziende ad innovarsi
EMPOLI. Una bussola per aiutare le aziende ad orientarsi nella scelta dei nuovi materiali. Un ente di raccordo tra chi produce e i centri di ricerca. Questo è il nuovo ruolo del quale è stata investita l’Asev. L’Agenzia per lo sviluppo dell’Empolese Valdelsa infatti è stata selezionata dalla Regione come gestore unico del nuovo distretto tecnologico per i nuovi materiali. Il Mate( questo è l’acronimo) non è altro che un network organizzato formato da soggetti indipendenti (imprese, organismi di ricerca, centri di servizio, infrastrutture per il trasferimento tecnologico) volto ad incentivare attività collaborative di ricerca e innovazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e processi attraverso l’integrazione di soluzioni tecnologiche basate sull’impiego di materiali avanzati ed innovativi. Oggi sono 8 i distretti tecnologici in Toscana, oltre a quello dei nuovi materiali ci sono anche quello della moda, quello degli interni e design, marmo e pietre, nautica, energia e green economy e quello ferroviario. «Quello di cui ci occupiamo noi, i nuovi materiali è sicuramente il settore più trasversale – hanno spiegato in coro Tiziano Cini, direttore di Asev e Lorenzo Sabatini che si occupa di innovazione e sviluppo proprio per l’agenzia - . La guida del distretto è affidata ad un comitato di indirizzo formato da 10 membri».
La Regione ha finanziato il distretto per 192.000 euro nel triennio 2016-2019, a fronte di una spesa complessiva di almeno 384.000 euro. Il compito del comitato sarà molto semplice. Ascoltare le richieste delle aziende e fare da collante con gli organismi di ricerca. «Un’ azienda di qualsiasi settore può aver bisogno, per aumentare o rendere più efficiente la propria produzione di materiali altamente tecnologici – spiega Andrea Caneschi – professore di chimica dell’Università di Firenze e direttore del consorzio universitario Istn - , sia per quanto riguarda i prodotti produce che per i macchinari che utilizza. Ma nel mercato attuale spesso ha difficoltà ad orientarsi ecco che qui interviene il gestore del distretto che fa da tramite tra l’azienda stessa e i ricercatori che producono quel determinato materiale richiesto, in modo che si possa instaurare una collaborazione». Oltre a circa 90 imprese infatti aderiscono al distretto 18 organismi di ricerca .
Alessandro Marmugi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
