Il Tirreno

Empoli

«Chi dorme nelle fabbriche non ha bussato al Comune»

di Francesco Turchi
«Chi dorme nelle fabbriche non ha bussato al Comune»

Poggi interviene sugli “invisibili” che vivono ai margini tra degrado e rifiuti «Spesi per il sociale oltre 2 milioni e 600mila all’anno, nessun taglio nel 2017»

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EMPOLI. «Cerchiamo di dare risposte a tutti coloro che hanno bisogno. E i numeri lo dimostrano. Chi dorme nelle fabbriche abbandonate, non ha mai bussato alla porta del Comune». L’assessora alle politiche sociali Arianna Poggi interviene sull’emergenza degli “invisibili”, che popolano le vecchie fabbriche, talvolta insieme ai loro bambini, tra degrado, sporcizia, crolli, resti di cibo e amianto. Dalla ex Sve di via Livornese alla Rosselli a Pontorme, passando per la Montevivo a Ponzano, la Vitrum e parco Mariambini in centro. Fino alla sala d’attesa alla stazione ferroviaria.

Quasi sempre si tratta di aree private, all’interno delle quali il Comune non può entrare. E neanche le associazioni di volontariato: «La Croce Rossa - spiega Poggi - ci ha fornito una mappatura dei senzatetto, ma prendendo in considerazione soltanto le aree pubbliche della zona, da Empoli a Sovigliana. Non possiamo andare oltre». Probabilmente alcuni non conoscono neanche i canali attivati dai servizi sociali. Altri, invece, decidono di stare ai margini. Per scelta di vita oppure, in alcuni casi, perché hanno qualcosa da nascondere: «Questo non lo possiamo sapere con certezza. Sicuramente però chi si trova in una situazione di difficoltà, se ci chiede aiuto non trova le porte chiuse».

L’assessora spiega il meccanismo: «I servizi sociali prendono in carico il problema e viene messo a punto un progetto assistenziale in base al tipo di difficoltà della famiglia in questione. Nel 2014 abbiamo erogato 395.000 euro a 486 nuclei assistiti, che sono scesi a 412 l’anno successivo, per un totale di 362.000 euro. Questi soldi possono essere destinati al pagamento delle bollette, per esempio, oppure all’inserimento occupazionale protetto, o socio-terapeutico». Numeri in linea con il primo semestre 2016 (292 assistiti per un importo di 165.000 euro).

In più, di recente, è stato introdotto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva), una misura di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie disagiate (con Isee inferiore a 3.000 euro), nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza.

La domanda va presentata all’Urp del Comune e il contributo viene poi erogato dall’Inps, attraverso una carta prepagata contenente un massimo di 80 euro al mese per ciascun componente (fino a un massimo di 5 persone): «A Empoli sono già state presentate un centinaio di domande, la metà delle quali sono state valutate. Di queste, sono sei quelle accolte».

Tornando alle misure comunali contro il disagio, Arianna Poggi sottolinea che nel 2016 l’amministrazione ha messo sul sociale 2,6 milioni di euro. Una cifra praticamente identica a quella del 2015 e che non subirà variazioni il prossimo anno: «Anche per il 2017 non ci saranno tagli».

Si tratta di risorse che il Comune di Empoli trasferisce all’Unione, con l’ente di piazza della Vittoria che in parte li spende direttamente (trasporto sociale, soggiorni per anziani, compartecipazione alla spesa sanitaria) mentre una quota viene trasferita all’Asl che la gestisce attraverso i servizi sociali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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