Sicurezza
Cento agenti contro i sindaci «Siamo pronti allo sciopero»
L’assemblea della polizia municipale dà il via libera allo stato di agitazione «Unione flop, servono almeno 12 assunzioni». Ora la palla passa al prefetto
EMPOLI. Un anno fa sembrava essere arrivata la pace ma - a distanza di 11 mesi - è riscoppiata la bufera tra agenti della polizia municipale e Unione dei Comuni: i vigili urbani, infatti, ieri si sono riuniti in assemblea al palazzo delle esposizioni di Empoli e hanno proclamato lo stato di agitazione, il che vuol dire che lo sciopero è un'ipotesi plausibile. Questo perché - a sentire i rappresentanti della Rsu - il corpo unico della polizia municipale non decolla, fattore che ha spinto gli agenti stessi a chiedere di non essere trasferiti all'Unione ma di rimanere coi contratti che hanno adesso coi singoli Comuni di appartenenza. Un'iniziativa che ha del clamoroso e che avrà sicuramente delle ripercussioni anche sui servizi offerti dalla polizia municipale. Ora la palla passa al prefetto Alessio Giuffrida, che nelle prossime ore convocherà le parti per arrivare a un accordo. In caso contrario si andrà verso lo sciopero. Intanto, anche i 40 lavoratori della Rsa Villa Serena a Montaione (quella sociale è un’altra funzione gestita dall’Unione) si sono uniti allo stato di agitazione.
Pienone all'assemblea. Ieri mattina all'assemblea c'erano 60 agenti, su un totale di 94, un’affluenza alta considerando la necessità di garantire comunque i servizi essenziali. I rappresentanti della Rsu (Marco Barbieri, Mauro Daini, Lisa Squarzanti e Mattia Scali) hanno spiegato alla stampa le ragioni della protesta. «Per usare una metafora - spiegano - l'Unione è come un matrimonio combinato, nel quale gli sposi si accorgono che è troppo oneroso divorziare e quindi decidono di andare avanti lo stesso. Però nel frattempo sono nati molti figli, che subiscono tutti i problemi. Noi il 23 dicembre 2015 firmammo un accordo, che però è stato disatteso in molte parti. E oltretutto - e questo è grave - non abbiamo un interlocutore con cui parlare: ci sentiamo scavalcati, se non presi in giro. Questo perché nell'Unione ci sono undici sindaci che hanno undici visioni diverse di questo ente. Uno di loro, inoltre, strizza l'occhio al comprensorio del cuoio. Noi, in tutto questo, che ci stiamo a fare?». Il riferimento va al sindaco di Fucecchio (e delegato alla polizia municipale dell'Unione) Alessio Spinelli, che più volte ha rilanciato l'idea di inserire il territorio che guida in un maxi Comune del Cuoio.
Servono assunzioni. L'organico attuale conta 94 unità, mentre la Regione (sulla base dei parametri che considerano il numero di abitanti) aveva indicato 203 come il contingente necessario. Negli anni i vigili sono diminuiti e non sono stati rimpiazzati: «Ci mancano dodici persone, la centrale unica di Empoli andrebbe potenziata e nel frattempo è stato istituito il terzo turno serale. Lavoriamo sotto organico e garantiamo gli stessi servizi; per questo avremmo diritto a dei bonus economici, che però non abbiamo ancora visto. Noi eravamo d'accordo con l'idea di fare un corpo unico ma la sua realizzazione ci sta deludendo, per questo chiediamo di ripensarci, di non trasferirci all'Unione. E se proprio vogliono farlo, di trattare con noi, non con le singole Rsu». Al momento non c'è nemmeno una data certa per il trasferimento del personale: si ipotizza a decorrere dal 31 gennaio 2017.
I politici non ci ascoltano. Questa vicenda ha visto come protagonisti politici il sindaco Spinelli e quello di Montelupo Giulio Mangani, che ha delega al personale per quanto riguarda l'Unione. Ma nelle scorse settimane gli agenti si erano rivolti anche alla sindaca di Empoli Brenda Barnini, in qualità di presidente dell'Unione. Nonostante i continui incontri i vigili sostengono che le promesse non sono state mantenute: «Chiediamo di uscire dall'Unione proprio perché da quando è stato istituito il corpo unico il bilancio è assolutamente negativo sotto tutti i punti di vista. L'idea di essere tutti sotto un unico comando è positiva ma non si può sopperire ai problemi dei singoli Comuni unendoli. Non è che se unisci 11 coperte corte fai una coperta lunga...».
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