Gioco
Madre e figlia scalze sotto la pioggia, in fuga dalla violenza del padre-padrone
Le due donne trovate dai carabinieri davanti casa a Montelupo, il trentottenne arrestato per maltrattamenti. È stata la mamma a chiamare il 112: «Mi ha picchiata, abbiamo paura a rientrare, fate presto». Decisivi anche l’intervento e la testimonianza del fidanzato della ragazza
MONTELUPO. L’ha picchiata con calci e pugni, sotto gli occhi della figlia, che cercava disperatamente di aiutare la mamma. Poi - completamente ubriaco - ha inveito contro entrambe: le ha minacciate pesantemente e buttate fuori di casa. Una notte d’inferno, fatta di botte e lacrime, di grida e schiaffi. Di terrore e disperazione. Che i carabinieri hanno visto negli occhi di due donne, trovate scalze, infreddolite e piangenti davanti a una casa.
Erano state proprio loro, pochi istanti prima, a chiedere aiuto al 112, intorno alle 1.30 di domenica 6 novembre: «Mio marito - ha raccontato alla centrale operativa di Empoli la mamma in lacrime - mi ha picchiata, ora sono qui con mia figlia ma abbiamo paura a rientrare. Venite ad aiutarci, vi prego fate presto».
L’intervento della pattuglia è immediato. I militari trovano le due donne da sole, sotto la pioggia battente. La mamma ha sulla pelle i segni evidenti dei maltrattamenti subiti poco prima: ha un occhio tumefatto e segni sul collo.
Le due raccontano rapidamente i minuti d’inferno vissuti all’interno dell’abitazione, dove non vogliono assolutamente rientrare. E dove invece fanno irruzione i militari della stazione montelupina.
All’interno trovano l’uomo, un trentottenne incensurato, insieme al fidanzato della figlia, il cui ruolo risulterà decisivo per far scattare le manette. I due uomini vengono portati in caserma per chiarire l’accaduto, mentre la donna picchiata viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, da dove viene dimessa con una prognosi di cinque giorni.
Nel frattempo nella caserma di Corso Garibaldi viene ricostruita nel dettaglio la serata d’inferno, con il fidanzato della giovane che conferma la versione fornita dalle due donne: il trentottenne, dopo aver esagerato con l’alcol, ha discusso con la moglie e l’ha poi colpita con calci e pugni, nonostante la presenza della figlia.
Soltanto l’intervento del fidanzato ha riportato - almeno in parte - la calma. O almeno, ha evitato il peggio. Perché le minacce sono proseguite nei confronti delle due donne, buttate letteralmente fuori di casa. E da lì è partita la telefonata al 112, che ha definitivamente salvato madre e figlia.
Il trentottenne è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e ora si trova nel carcere fiorentino di Sollicciano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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