Terremoto in Valdelsa: “seduti” sull’epicentro tra boati, scosse e fughe
Siamo andati nella zona “x” a Castelfiorentino dove in pochi giorni si sono verificate numerose scosse (la più importante di magnitudo 3.9): «Si sente il boato, inizia a tremare tutto e si scappa fuori»
EMPOLI. Ore 11.47 di lunedì 1. La Valdelsa trema di nuovo. Per alcuni, lunghissimi, secondi. Quanto basta per svuotare (o quasi) le case di mezzo circondario (ma la scossa è stata sentita anche in molte zone della provincia di Pisa): tanta gente, che si trovava soprattutto ai piani alti degli edifici, è scesa immediatamente in strada. Non c’è psicosi, ma preoccupazione sì. Perché la mente corre subito, inevitabilmente, al panorama di distruzione che ci arriva da due mesi dal Centro Italia. E poi, tanto per restare in zona, la scossa arriva a distanza di una settimana esatta da quella, più forte (3.9 di magnitudo), che aveva terrorizzato tutto il circondario. Lunedì 1 è arrivato anche l’immediato bis, appena tre minuti più tardi, prima ancora di capire l’intensità della scossa precedente. Poi l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, snocciola numeri, statistiche e mappe: magnitudo 3.1 alle 11.47 (8 chilometri di profondità) e 2.6 alle ore 11.50, stavolta a sette chilometri (avvertita da meno persone perché più lieve ma anche perché in molti avevano lasciato le abitazioni dopo la prima).
Nessun danno, ma tante chiamate ai vigili del fuoco. Cittadini che chiedono informazioni alla sala operativa, ma anche interventi. Il distaccamento di Petrazzi è costretto agli straordinari, con verifiche sulla staticità di almeno sei edifici a Castelfiorentino alto, chieste dai residenti impauriti per la presenza di crepe nel muro (ma nessuna di questa è considerata in grado di causare problemi strutturali).
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Quello che colpisce di più è la localizzazione dell’epicentro. Ancora una volta tra le vie Montorsoli e del Vallone, nella campagna castellana (costellata di strutture ricettive), non distante dalla Pesciola e dal confine con Montespertoli. Come la settimana scorsa. Il terremoto in quella zona sta diventando una routine tutt’altro che piacevole: «Si sente il boato, inizia a tremare tutto e si scappa fuori» racconta Maria Piccicuto, titolare della struttura ricettiva Antica Sosta: «Per fortuna non abbiamo avuto danni, ma ora speriamo che questi movimenti si fermino».
Perché intanto la preoccupazione è tanta, come racconta Nida Signorini della Farmhouse La Biscondola, che si trova già sul territorio di Montespertoli: «Dopo la scossa del 25 ottobre abbiamo notato alcune crepe. Sono venuti i vigili del fuoco, che hanno effettuato delle verifiche in tutta questa zona, e ci hanno assicurato che si tratta di un problema limitato all’intonaco».
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Tuttavia l’attenzione resta alta: «Ci hanno dato alcuni consigli da seguire nel caso si dovesse verificare una scossa mentre siamo all’esterne. In particolare di fare attenzione all’apertura delle porte: se è tutto regolare, possiamo rientrare tranquillamente, se gli infissi forzano, meglio restare fuori e chiamare i vigili del fuoco, perché ci potrebbe essere un problema strutturale». Niente danni, tanta paura. Un ritornello ripetuto anche dal gestore della Corte d’Elsa di via del Vallone, con un auspicio: «Speriamo soltanto che la smetta».
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