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l’esperto dell’ingv

Nessuna correlazione con Umbria e Marche

Nessuna correlazione con Umbria e Marche

EMPOLI. «Nei prossimi giorni ci potrebbero essere ancora nuove scosse». Il direttore dell’Invg (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Pisa, Gilberto Saccorotti, lo aveva detto dopo le...

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EMPOLI. «Nei prossimi giorni ci potrebbero essere ancora nuove scosse». Il direttore dell’Invg (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Pisa, Gilberto Saccorotti, lo aveva detto dopo le due scosse della sera del 25 ottobre. E lo ha ripetuto anche ieri dopo il nuovo episodio con lo stesso epicentro a Pesciola.

Ma su una questione ha dato una certezza: gli episodi della Valdelsa, almeno quattro principali in una settimana con scosse anche minori avvertite solo dalle macchine, non hanno niente a che vedere con quelle che hanno devastato i paesi di Marche e Umbria.

«Dopo un terremoto c’è sempre una sequenza che ha come caratteristica una magnitudo minore - spiega Saccorotti che in questi giorni sta lavorando a Rieti - sono scosse di assestamento, i due nuovi eventi che sono stati registrati stamani (ieri mattina ndr) non devono dunque sorprendere. E nei prossimi giorni potrebbero essercene anche altre con intensità minore. O anche uguale perché di recente abbiamo visto anche questo, fenomeni di assestamento con magnitudo uguale ai primi».

Il dato più importante da considerare, per il direttore dell’Ingv di Pisa, è che la zona della Valdelsa è considerata con una media-bassa sismicità. «Questo ce lo dice la storia - aggiunge l’esperto - dall’anno Mille in poi in questa zona non ci sono stati episodi importanti». Mai oltre magnitudo 5. «E sappiamo anche - aggiunge ancora Saccorotti - che i terremoti tendono a ripetersi nelle stesse zone».

Ma questo non vuole dire avere una tranquillità al cento per cento: «I cittadini devono assicurarsi per prima cosa - spiega ancora - che le loro abitazioni e le scuole dei loro figli siano confacenti al grado di pericolosità indicato nelle mappe di rischio».

Dopo l’evento di ieri mattina, molti hanno temuto una possibile correlazione con quanto avvenuto nell’Italia centrale. Temendo appunto gravi danni. Ma l’esperto allontana questa possibilità.«La vedo come un’ipotesi molto difficile - spiega e conclude Gilberto Saccorotti - ci sono più di duecento chilometri di distanza, non credo a un’interrelazione diretta dei due sistemi».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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