Sicurezza
Far-West in centro tra due bande: volano calci, pugni e bottigliate
Caos in piazzetta Madonna della Quiete a Empoli, i residenti osservano allarmati da dietro le finestre. La rissa forse legata al mondo dello spaccio, coinvolti una ventina di giovani tra italiani e filippini
EMPOLI. Dieci minuti di Far-West, nel cuore della città. Grida, calci e pugni, bottiglie di vetro utilizzate come armi. Con una ventina di persone coinvolte, probabilmente appartenenti a due bande. Una maxi-rissa osservata con preoccupazione (da dietro le persiane di casa) dai residenti. C’è anche chi chiama le forze dell’ordine, ma nel giro di pochi minuti il caos lascia il posto al silenzio. Anche se per terra resta una distesa di vetri rotti. Una serata di paura in piazzetta Madonna della Quiete, non nuova a episodi di questo tipo. Il giorno dopo - per la verità - tra i residenti non c’è molta voglia di raccontare nei dettagli ciò che hanno visto. Ma a taccuini chiusi, e in forma anonima, non nascondono la preoccupazione: «Qui ci sono troppo giri strani. Soprattutto ragazzi, spesso minorenni, che si rinchiudono in fondo al vicolo chiuso». Il sospetto, alimentato da alcune tracce e dal continuo via-vai, è che ci sia un giro di spaccio: «Anche perché con tutte le piazze, i parchi e le panchine che ci sono in città, che motivo avrebbero di nascondersi?».
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Domenica 30 ottobre però la situazione è degenerata. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, intorno alle 22.30 un giovane filippino, che aveva alzato il gomito, ha litigato con un gruppetto di ragazzi italiani, è stato picchiato, se n’è andato ed è tornato coi rinforzi. A quel punto è scoppiata la maxi-rissa: «Ho sentito chiaramente - racconta un’anziana - gridare “metti via il coltello”. Non l’ho visto, ma in compenso stamani qui c’era una distesa di bottiglie di vetro rotte». Le forze dell’ordine non sono intervenute, ma la scena da film in piazza Madonna della Quiete dovrebbe essere stata ripresa da ben tre telecamere del sistema di videosorveglianza installato dal Comune. E un residenti, evidentemente impaurito per eventuali ritorsioni, lo fa notare: «Se ho visto qualcosa? Boh. Ma ci sono loro - dice indicando gli occhi elettronici - magari... Chissà». E chiude la finestra.
VICOLO MARCHETTI TRA SCRITTE E CATTIVI ODORI
Scritte, rifiuti e un odore nauseabondo di urina. Benvenuti nel vicolo Marchetti, a due passi da piazzetta Madonna della Quiete, subito dietro a via del Giglio. Insomma, nel cuore della città, c’è un angolo dimenticato da... quasi tutti. Perché è diventato il rifugio di un nutrito gruppo di ragazzi, tra i sedici e i vent’anni che, al riparo da occhi indiscreti, a cominciare da quelli elettronici delle telecamere, tutte puntate sulla vicina piazzetta. I residenti protestano per il continuo via-vai e gli schiamazzi: «Sicuramente se vanno là dietro, vuol dire che hanno qualcosa da nascondere. Non ci sono panchine, non c’è niente di niente. E vediamo continuamente gente che va lì e dopo alcuni minuti viene via».
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